Il 2008 comincia con un nuovo capitolo della querelle avviata nel 2001 dal medico chirurgo Nazario Di Cicco con la dirigenza dell’Asl di Aversa. “Colpevole” –per il sanitario- di aver creato nei suoi confronti una situazione di mobbing per contrastare chi aveva “osato” denunciare disfunzioni presenti nell’ospedale Moscati, in cui prestava servizio come specialista ortopedico, che -a suo parere-

impedivano di garantire all’utenza la giusta e dovuta assistenza Per Nazario Di Cicco un’ispezione regionale negli uffici dell’Asl potrebbe chiarire la questione. L’ortopedico ne è così convinto che, proprio nell’ultimo giorno dell’anno 2007, ha chiesto un intervento ispettivo all’Assessore alla Sanità e al Presidente della Regione Campania. “L’ispezione è necessaria perché accerti i fatti e le responsabilità e prenda i dovuti provvedimenti" scrive Di Cicco all’assessore alla sanità Angelo Montemarano e al presidente della regione Campania Antonio Bassolino nella richiesta d’intervento trasmessa il 31 dicembre. Nella quale, considerando che sia l’Assessore che il Presidente avrebbero ignorata analoga sollecitazione loro avanzata il 23 ottobre scorso, lo specialista ingiunge ad entrambi di adempiere alla nuova richiesta nel termine di trenta giorni, ricordando di aver informato la Procura della Repubblica del contenuto della richiesta loro trasmessa. Perché “in assenza di provvedimenti, si potrebbe –sostiene Di Cicco- concretizzare rischio anche per i pazienti”. Una conclusione che lascia spazio all’ipotesi che nell’ospedale aversano siano ancora presenti le “disfunzioni” denunciate dall’ortopedico sette anni fa. ANTONIO ARDUINO