Vari attori del film “Gomorra”, tratto dall’omonimo libro dello scrittore Roberto Saviano, hanno avuto problemi con la giustizia in quanto ritenuti affiliati alla Camorra. Nessuno ha mai spiegato come sono stati reclutati, si tratta di personaggi pesantemente indiziati ai quali è stato pagato probabilmente un cachet. Hanno partecipato ad un film denuncia contro il Clan dei Casalesi, recitando in una zona dove gli affiliati di certo non avrebbero potuto fare una cosa del genere senza un certo di tipo assenso, altrimenti a quest’ora li avrebbero già ammazzati.
In pratica questi personaggi hanno guadagnato denunciando se stessi, del resto chiunque dalle nostre parti fa un lavoro, si rivolge a ”gente del posto” disposta a dare una mano, un’usanza che anche Gomorra ha rispettato. Per uno di loro Bernardino Terracciano 53 anni di Villa Literno, che nella pellicola interpretava proprio “Zì Bernardino”, il Pm antimafia Sirignano ha chiesto 10 anni di carcere, è coinvolto nell’operazione Domizia, con lui sono coinvolti la moglie del superkiller Giuseppe Setola, Stefania Martinelli (9 anni); il maresciallo dei carabinieri Bolognese (9 anni) e Michele, Gianluca e Katia Bidognetti (15, 13 e 9 anni), 18 gli anni di reclusione sono chiesti per il killer Alluce. Gli altri attori di “Gomorra” implicati in inchieste di Camorra, sono: Giovanni Venosa, nipote del boss Luigi Venosa “Gigino O’Cucchiere”, che nel film fa la parte del giovane boss; la comparsa, Salvatore Fabbrocino, il cui arresto avvenne grazie alle rivelazioni di Oreste Spagnuolo, uno dei tre presunti killer della strage di Castelvolturno catturati il 30 settembre scorso.

Salvatore Pizzo