«Sarà un omaggio alla magia del mondo teatrale, alle sue invenzioni e alle sue dinamiche che rimangono invariate nel corso del tempo». Parola del regista Italo Nunziata a Jesi per seguire le prove di Le Avventure Teatrali (Theatralische Abentheuer) che inaugurerà il VI Festival Pergolesi Spontini venerdì, con replica domenica, al Teatro Pergolesi di Jesi.

L’opera è un pastiche che mette insieme i pezzi musicali di due opere buffe di fine ‘700 che ripercorrono il filone della satira sul mondo teatrale e mostravano i preparativi per l’allestimento di una nuova opera; si trattava per la precisione di L’Impresario in angustie di Domenico Cimarosa e L’impresario teatrale (Der Schauspieldirektor) che Mozart scrisse come ‘opera d’occasione’ nel 1786 per i festeggiamenti offerti dall’imperatore Giuseppe II nell’Orangerie di Schönbrunn per la visita della sorella, arciduchessa Maria Cristina e del marito, governatore federale dei Paesi Bassi. A le due opere intervenne all’epoca Johann Wolfgang Goethe che ne scrisse il libretto in tedesco insieme a Christian August Vulpius, suo cognato. Fra il 1791 e il 1799, nel periodo in cui Goethe si occupava della programmazione del Teatro di Corte a Weimar, i due elaborarono tre diverse versioni delle Avventure rappresentate fino al 1817, fra cui appunto quella del 1797 che ascolteremo dopo circa due secoli di oblio in occasione dell’inaugurazione del Festival. Non facile la ricostruzione dell’opera, di cui si conserva oggi un’unica partitura manoscritta, risalente all’Ottocento e attualmente depositata presso la Staatsbibliothek di Berlino, su cui ha lavorato lo studioso Jean-Yves Aizic e che la Fondazione Pergolesi Spontini ha pubblicato, per la prima volta, per le Edizioni Fondazione Pergolesi Spontini: «Di ‘Theatralische Abentheuer’ non rimangono oggi che i soli numeri musicali – racconta Nunziata -. Al di là di alcune fonti dalle quali si può evincere più o meno la trama del libretto, quello che appare subito evidente è che, nelle diverse rappresentazioni, lo svolgimento drammaturgico del testo fu più volte rielaborato. Dall’analisi dei diversi scritti di Goethe sulla teorizzazione del mondo teatrale, possiamo ipotizzare che ciò che più affascinava il nostro autore fosse il percorso laborioso che conduce dal testo alla messinscena, la vera e propria creazione teatrale, diversamente dagli argomenti dei libretti delle precedenti opere, che spesso preferivano rappresentare una semplice parodia del teatro musicale». Palmucci».

s.p.

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