Quattordici persone ritenute affiliate al Clan dei Casalesi sono state arrestati dai Carabinieri, sarebbero tutti appartenenti all’ala bidognettiana dell’organizzazione camorristica ed avrebbero avuto un ruolo in almeno cinque omicidi, tra questi l’omicidio di Raffaele Granata, ucciso mentre si trovava all’interno dello stabilimento balneare a Castelvolturno.
Gli omicidi imputati al gruppo di fuoco bidognettiano, sarebbero quelli commessi dall’ala stragista Giuseppe Setola. L’attività investigativa è stata possibile grazie al contributo reso da diversi “collaboratori di giustizia”, che con le loro rivelazioni avrebbero consentito di individuare gli esecutori e i basisti dell’omicidio di Umberto Bidognetti, padre del pentito Domenico, altri due omicidi ascritti agli arrestati sarebbero relativi alla morte di due albanesi, uccisi per affermare che il Clan comanda lui ciò "Attraverso l’assoggettamento incondizionato dell’intera collettività -spiega il procuratore aggiunto Federico Casiero de Rao- da realizzare mediante la punizione esemplare delle persone straniere ritenute colpevoli della realizzazione di delitti contro il patrimonio". Infatti è stato scoperto anche l’omicidio di un altro albanese, ucciso ad agosto dello scorso anno. E’ stata fatta chiarezza anche sull’omicidio di Antonio Celiento, massacrato a Castelvolturno, un’ora prima della strage di africani (sei morti all’interno e all’esterno di una sartoria, il 18 settembre 2008). Celiento fu ucciso perchè ritenuto un confidente dei carabinieri.