Hanno risposto alle domande degli inquirenti per ben sette ore i due agenti della Polizia penitenziaria arrestati nei giorni scorsi a Modena, nell’ambito di un’indagine dovuta ad una presunta serie di favoritismi ad alcuni affiliati al Clan dei Casalesi che sarebbero avvenuti all’interno del locale carcere. I cinque che durante l’interrogatorio di garanzia hanno risposto alle domande degli inquirenti sono gli agenti Nicola M. e Roberto M.,
oltre a Carlo Di Bona, Epaminonda. I difensori degli agenti finiti in manette hanno chiesto gli arresti domiciliari per i loro assistiti, secondo il pm della Direzione Distrettuale Antimafia Lucia Musti, i due avrebbero favorito lo scambio di informazioni e avrebbero fornito oggetti beni materiali tra gli altri tre arrestati ed alcuni detenuti, anche loro coinvolti nell’inchiesta: Antonio e Vincenzo Noviello, Antonio Pagano, Nicola Nappa e Pasquale Ciocia.