(a grande rischiesta ripubblichiamo l’articolo) Un saluto ed un abbraccio circolare dal Vostro inviato: Gigino Scassacocchio.Anche oggi vi racconto i fatterelli più importanti avvenuti, nella scorsa settimana, al vicolo Papaccelle. L’avvenimento che ha destato più scalpore è, senz’altro, il matrimonio di Giacchino “o’marinariello”, soprannominato così per la sua insuperabile capacità nel preparare pizze alla marinara (olio, salsa di pomodoro, aglio e origano) quando, giovane apprendista pizzaiolo, lavorava presso la Pizzeria “O’Vicolo”.

L’ex pizzaiolo, prematuramente licenziato per aver messo al posto dell’origano della marijuana incautamente lasciata incustodita dal proprietario della pizzeria, dopo la cerimonia religiosa, ha festeggiato l’avvenimento con seicento tra parenti, cumparielli, amici, poliziotti in borghese e rappresentanti della stampa (me compreso) al Ristorante A’ Lampa. Nel noto ristorante, che deve il nome al gigantesco rogo che ne distrusse un’ala prima di cambiare proprietario, hanno allietato la serata alcuni tra i più noti cantanti neomelodici locali: Franco Ischitella, Gianni Molazza, Ciruzzo Poggioreale, Assuntina “A Bella”. Ospite d’onore un cugino di terzo grado del grande attore Victor Paravia, noto per la superba interpretazione del “guappo di cartone” nel film d’azione degli anni settanta “La polizia si è incacchiata” e la manicure di un “tronista” di Maria de Filippi. La sposa: Concetta Lucrino (detta simpaticamente O’Soprammobile per le sue dimensioni mastodontiche) indossava un abito, letteralmente “infestato” dai fiori, del noto stilista Orietto Orchidea. Ma veniamo al pranzo. Lo chef del ristorante A’ Lampa ha superato se stesso. Dopo un’interminabile serie di raffinati antipasti: “per’ e muss”, “scagnuzzielli fritti”, “impepate di cozze” sono arrivati i primi piatti. Maccheroni paglia e fieno, mare e monti, alla campagnola, alla puttanesca, con le vongole veraci, con le “tunnine”, con le cozze… I secondi piatti a base di datteri di mare, cozze, cannolicchi, vongole, ostriche, aragoste, seppie, pesci spada… Alle due e venti della notte (il pranzo era iniziato alle 16,00), dopo l’abbuffata, a bordo dell’ex piscina (stranamente riempita di cemento) è arrivata la vera sorpresa della serata: la pasta e fagioli con cozze, vongole e cotiche di prosciutto. Un vero trionfo di gusto e bon ton. Unica nota stonata i tredici ricoveri in ospedale per indigestione e la piccola zuffa che ha visto coinvolto una cinquantina di persone. In ogni caso, intervistati da me, tutti gli invitati si sono detti “divertitissimi”. Alle cinque del mattino gli sposi, tra il suono delle sirene di polizia e ambulanze, fuochi d’artificio, volo di colombi, canzoni neomelodiche, trenini stile capodanno, a bordo di un elicottero si sono diretti all’aereoporto. Giusto in tempo per imbarcarsi in un volo charter che li porterà in luna di miele a Medellin (Colombia), dove lo sposo incontrerà anche alcuni amici del luogo. Lui dice di averli conosciuti in Italia, quando erano tutti ospiti di un famoso albergo nei pressi di Ascoli Piceno, di cui, perà, non mi ha voluto dire il nome… Per oggi è tutto. A risentirci la prossima settimana. Un caro saluto, un abbraccio circolare ed una forte stretta di mano a tutti voi da Gigino Scassacocchio.

Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o a persone realmente esistite o esistenti è puramente casuale.

Ugo Persice Pisanti