Un saluto ed un abbraccio circolare dal Vostro inviato: Gigino Scassacocchio. Questoggi vi racconto uno dei fatterelli più divertenti avvenuti, nella scorsa settimana, al vicolo Papaccelle. Dovete sapere che, proprio di fronte al vicolo Papaccelle si apre uno dei luoghi più rinomati della città: Piazza Diego Armando Maradona.
La piazza è frequentata dalla gente danarosa, in gran parte composta di nuovi arricchiti (quasi sempre alle spalle degli altri). Uno di questi è il Cumenda Brambilla, Direttore di una grande banca nazionale (la cui sede istituzionale, come quasi tutte le banche, si trova in una grande città del nord: in questo caso Milano). Il Direttore è il classico milanese con la puzza sotto il naso e quello che gli è capitato ha fatto ridere tutto il vicolo Papaccelle per unintera settimana. Ma veniamo alla cronaca degli avvenimenti: il napoletanissimo Totonno a zucculella (chiamato così per la sua scaltrezza e per un paio di baffetti alla sparviero), di professione giocatore di zecchinetta, un paio di mesi fa entrò nella banca diretta dal Cumenda Brambilla. Chiese di parlare subito con il Direttore e una volta trovatosi di fronte al Cumenda gli chiese un prestito da 10.000 euro. Il Brambilla gli chiese le ragioni del prestito, sapendo che alla zucculella non mancavano certo i contanti, Totonno rispose che a causa di un cattivo investimento si era trovato, momentaneamente, a corto di dané.Il napoletano, inoltre, riferì che da lì a poco, si sarebbe recato per affari e per restarvi un paio di mesi, a Londra. Il Direttore, naturalmente, gli spiegò che le normali procedure bancarie, per la concessione di un qualsiasi prestito, richiedono alcune forme di garanzia. A zucculella, imperturbabile, tirò fuori le chiavi di una fiammante Mercedes da centocinquantamila euro (vinta al gioco della zecchinetta al famoso Gennaro a ciucculata) e le consegnò in mano al Direttore. Obolide è parcheggiato dallaltro lato della strada, giusto di fronte alla banca disse con voce compiaciuta il napoletano, consegnando, contemporaneamente, i documenti dellauto (libretto di circolazione, assicurazione, bollo pagato ecc.). Il Direttore accettò l’auto a garanzia del prestito di 10.000 euro e, una volta salutato Totonno a zucculella, insieme ai suoi funzionari, anchessi milanesi, scoppiò in una fragorosa risata. Risero alle spalle di un napoletano che aveva dato una Mercedes da centocinquantamila euro a garanzia di un prestito di appena 10.000 euro. I napoletani si credono furbi ma i veri furbi siamo noi. Noi lumbard!. Finite le risate, un usciere della banca (che si fingeva milanese ma che in realtà era nato nel vicolo Papaccelle) si mise alla guida della fuoriserie e la parcheggiò nel garage che si trovava proprio sotto la banca. Dopo due mesi Totonno ritornò a Napoli, restituì i 10.000 euro e, in più, pagò, come pattuito, gli interessi sul prestito ammontanti a 50 euro. Il Cumenda Brambilla, lo vide, lo salutò, con un simpatico accento milanese, e gli chiese a bruciapelo: "Sono veramente lieto daverla avuto come cliente. Tutto è andato per il verso giusto. Spero che Lei sia rimasto soddisfatto della nostra banca, ma mi deve scusare, però, se siamo rimasti un po perplessi. In base alle informazioni in nostro possesso sappiamo che Lei non è certo povero. Quello che non riusciamo a capire è come mai ha chiesto un prestito da 10.000 euro dando in garanzia una macchina che vale 150.000 euro? Pronta è la risposta del napoletano! Caro Direttore, secondo Lei, dove posso trovare, a Napoli, un parcheggio che per custodire una Mercedes da 150.000 euro, per due mesi, mi chiede 50 euro e mi dà la certezza assoluta di ritrovarla al mio ritorno? Al vicolo Papaccelle, stanno ancora a ridere! Per oggi è tutto. A risentirci la prossima settimana. Un caro saluto, un abbraccio circolare ed una forte stretta di mano a tutti voi da Gigino Scassacocchio.
Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o a persone realmente esistite o esistenti è puramente casuale.
Ugo Persice Pisanti