Lorenzo Stabile, è un ispettore di Polizia che dirige la squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Scampia, in pratica fa parte di quel manipolo di uomini che hanno il dovere di imporre l’autorità dello stato in uno dei territori più difficili dell’Europa Occidentale. Gente che per uno stipendio “da impiegato” ogni giorno rischia la vita, e che certamente non gode di scorte e protezioni particolari, anzi.
Questo giovane poliziotto di frontiera, aversano, ha voluto raccontare ciò che succede in quell’inferno a Nord di Napoli, descrivendo in un libro alcuni episodi emblematici avvenuti nella quotidianità del suo lavoro. Quelle che narra in “Dentro le Vele – diario di uno sbirro” (prefazione di Tano Grasso – ed Marotta e Cafiero – 134 pagine- 10 euro), sembrano scene tratte da film, invece si tratta di fatti veri, una quotidianità di guerriglia trapiantata nell’Unione Europea che è diventata così normale, che non fa nemmeno più notizia. Dove, come nella Colombia dei narcos, migliaia di persone si occupano di traffico di droga come se fosse una cosa normale, spesso alla luce del sole con un’arroganza inaudita dove lo Stato è rappresentato solo dalla passione di pochi coraggiosi. Coloro che vivono lì è non vogliono associarsi a quest’andazzo, che miete vittime in continuazione, subiscono in silenzio, è facile morire per un equivoco. Tuttavia, il coraggio degli agenti riesce comunque ad infliggere dei colpi alle organizzazioni che hanno fatto di Scampia la principale piazza della droga in Europa. Lo scrittore “sbirro” spesso si sofferma sul ruolo che nei singoli episodi hanno gli incolpevoli bambini, “e’ criature” fin da piccoli allevati a diffidare delle forze dell’ordine, “e ‘gguardie”. Un diario che racconta con semplicità fatti raccapriccianti rispetto ai quali politicanti, governanti e galoppini che siano, fanno spallucce.
Salvatore Pizzo