Sono alcuni mesi che ad Aversa si stanno registrano proteste, anche clamorose, dei genitori di un gruppo di disabili che frequentano il locale centro “Carratù”, lamentano che il comune non attua il servizio di trasporto che permetta a questi ragazzi di spostarsi adeguatamente in città.

Una cosa certamente gravissima, ma colpisce come la protesta venga rivolta solo nei confronti del Comune, che avrà sicuramente le sue colpe, (è difficile che degli amministratori aversani non sbaglino, tutto ciò che è politica aversana è un fatto sbagliato), ma per quanto riguarda le vicende sanitarie è competente anche l’Asl. Tuttavia i genitori non imputano nulla alle autorità sanitarie, si rivolgono solo al Comune che essendo gestito da un opposto colore politico a quello che governa l’Asl, fa apparire tutto come se fosse una strumentalizzazione politica. In questo equivoco si inserisce anche il fatto che i consensi elettorali dei poveri disabili e delle loro famiglie fanno gola al politicante aversano di turno, che per una cinquantina di voti sappiamo bene come si sbatte, ed in un contesto del genere non è da escludere che qualcuno abbia fatto delle promesse e non le abbia potute mantenere. I genitori scesi in piazza hanno un ottimo servizio di comunicazione con i media, molto meglio di un partito politico, sono davvero ben organizzati, tanto che qualche giorno fa ha avuto vasta eco la loro contestazione con cori di protesta rivolti all’assessore Giampaolo dello Vicario, impegnato in una manifestazione elettorale con il sottosegretario Pasquale Viespoli. In quella sede a “salvare” la situazione è stato il deputato Gennaro Coronella, che ha preso personale impegno a far riprendere il servizio, gli va dato onore che in cinque minuti ha fatto quello che i “suoi” non riescono a fare da mesi, tutto ciò aspettando che qualcuno vada all’autorità giudiziaria a denunciare le omissioni che vengono lamentate, ovviamente se esse ci sono state, o si preferisce buttarla solo in politica? I problemi dei disabili sono una cosa maledettamente più seria, di quelli dei politicanti aversani.
Salvatore Pizzo