La figura di Don Giuseppe Diana è stata ricordata sabato dalla trasmissione di Rai Uno “A Sua Immagine”, nel programma condotto da Rosario Carello è stata ospite Marisa Diana, cugina del sacerdote assassinato dalla Camorra. La donna ha raccontato i suoi ricordi di quel 19 marzo del 1994, il giorno in cui il parroco fu assassinato nella sacrestia della chiesa di San Nicola a Casal di Principe mentre si apprestava a celebrare la messa. In particolare Marisa Diana ha ricordato che secondo quanto è emerso dal processo, don Diana non sarebbe stato ucciso per aver sottoscritto, insieme agli altri parroci di Casal di Principe, il documento: “Per amore del mio popolo non tacerò”, ripreso da un precedente testo dei Vescovi della Campania, bensì per un fatto più assurdo. In quel periodo il nostro territorio è interessato da una guerra tra clan, i De Falco contro gli Schiavone/Bidognetti: i De Falco che erano perdenti per attirare l’attenzione delle forze dell’ordine sul territorio, e quindi osteggiare i traffici dei loro avversari pensarono ad un’azione eclatante, che fu quella di uccidere un prete. Inoltre Marisa Diana ha precisato che tutta la chiesa, anche in tempi recenti, ha reso omaggio al sacerdote ucciso, (è stato trasmesso anche lo storico messaggio letto da Giovanni Paolo II durante un Angelus), nelle persone del Cardinale Crescenzio Sepe, dell’Arcivescovo di Aversa Mario Milano ed i parroci di Casal di Principe hanno reso omaggio a Don Diana. Durante la trasmissione è stato intervistato anche il fratello di Don Giuseppe Diana, in un servizio da Casal di Principe, ha raccontato della scena che si presentò davanti ai suoi occhi quel 19 marzo del 1994, tra gli altri ha raccontato la loro testimonianza anche Renato Natale, ex sindaco di Casal di Principe e referente locale di Libera.
s.p.
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