Il caso Cosentino non è l’unico a provocare fibrillazione negli ambienti politici campani e italiani, anche il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro (nella foto), originario di Sant’Antimo, è preoccupato, ha detto a Il Giornale: "Non sono indagato e mi vogliono arrestare, qualcosa non quadra. Anche perché continuo ad essere bersaglio di attacchi sulla stampa, il mio nome viene accostato a fatti criminosi lontani anni luce dalla mia vita politica, leggo che Cesaro qui, che Cesaro là, che sto per essere arrestato. Il mio caso e’ in fotocopia quello di Cosentino". "La verita’ – continua Cesaro – è che ci troviamo di fronte ad un’offensiva per far fuori una classe politica nuova, fortissima, che e’ cresciuta insieme a me e che ha ottenuto successi insperabili in Campania. Un gruppo affiatato che con straordinaria abnegazione e’ riuscito a seppellire 15 anni di malgoverno di centrosinistra regionale. Non per parlare del sottoscritto, ma la Provincia di Napoli non era stata mai ad appannaggio del centrodestra". Cesaro ha anche detto: "No, non mi dimetto perchè sono stato votato da oltre un milione di persone, un numero impressionante di elettori. E di questo bisogna tenere conto. Poi, certo, uno può anche avviare una riflessione coi partiti di maggioranza, con la coalizione, ma se lasciamo ad altri il potere di decidere al posto di chi si esprime in cabina elettorale, allora è finita".