Il Ministro dell’Ambiente Orlando risponde ad un’interrogazione dell’On. Pina Picierno ed illustra le intenzioni dell’esecutivo, ecco il testo della risposta

Signora Presidente, con riferimento a quanto riportato nell’interpellanza dell’onorevole Picierno, dove si chiede quali iniziative il Governo intenda assumere per verificare le affermazioni del pentito Schiavone in merito alla localizzazione dei rifiuti tossici e pericolosi interrati illegalmente in Campania e nel basso Lazio, sulla scorta dell’informazioni assunte dalle istituzioni interessate si rappresenta quanto segue: la regione Lazio, così come richiesto dalla normativa vigente, sta già mettendo in atto tutte le azioni volte al completamento dell’anagrafe dei siti inquinati ed alla conseguente mappatura dei siti contaminati presenti nel territorio regionale. Inoltre, la stessa regione sta predisponendo una convenzione con il nucleo operativo ecologico dei carabinieri al fine di costituire una task force volta all’individuazione di tutti i siti interessati da gravi problematiche di inquinamento, anche derivante da pratiche di occultamento di rifiuti di qualsiasi natura.La maggior parte dei siti ex discarica sono sottoposti ad attività di messa in sicurezza e caratterizzazione come deciso nella conferenza di servizi e sarà cura della regione Lazio trasmettere, non appena disponibili, i risultati delle suddette attività.Già, in data 18 luglio 2011, la regione Lazio ha approvato il progetto «Indagine finalizzata alla individuazione delle anomalie magnetiche rilevate nel corpo della discarica in località Borgo Montello – Piano operativo di indagine»; tale progetto è stato presentato dal comune di Latina in seguito alle prime dichiarazioni del pentito Schiavone ed è stato eseguito attraverso indagini atte ad individuare la presenza di rifiuti pericolosi occultati nella discarica di rifiuti solidi e urbani di Latina. I risultati delle indagini, dirette e indirette, eseguite hanno dimostrato che nella discarica in questione non sono presenti rifiuti tossici interrati. È stata eseguita anche una prova di radioattività con il contatore Geiger che non ha riscontrato fonti radioattive anomali.La regione Campania con delibera di giunta regionale, pubblicata il 3 ottobre del 2011 nel BURC, ha effettuato, ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006, una revisione e un aggiornamento del piano regionale di bonifica. Attualmente, conclusa la valutazione ambientale strategica, la proposta del piano regionale di bonifica è stata adottata in via definitiva dalla giunta campana con deliberazione n. 129 del 27 maggio del 2013 e trasmessa al consiglio regionale per l’approvazione definitivaQuesto piano prevede tre diversi elenchi: l’anagrafe dei siti da bonificare; il censimento dei siti potenzialmente contaminati locali; il censimento dei siti potenzialmente contaminati, siti di interesse nazionale (SIN).Oltre a questi indicati, sono state individuate sette aree vaste costituite, nella maggior parte dei casi, da siti inclusi nel terzo elenco e dalle relative aree di interconnessione, tra le quali sono comprese alcune di quelle che vengono citate dall’ex pentito Schiavone. Per ciascun sito sono indicati specifici interventi di risanamento ambientale. È, inoltre, in corso di attuazione l’accordo di programma denominato Programma strategico per le compensazioni ambientali nella Regione Campania, sottoscritto il 18 luglio 2008, alla presenza del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, dal sottosegretario di Stato presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, dal presidente della regione Campania e dal commissario nominato con ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri n. 3654 del 2008. L’accordo è corredato da un allegato tecnico contenente l’elenco delle criticità ambientali e degli interventi di compensazione richiesti dai comuni sede di impianti di gestione dei rifiuti e di quelli già sede di impianti di discarica.Tale accordo è stato modificato in data 8 aprile 2009 con apposito atto in cui sono state stanziate risorse FAS pari a euro 282 milioni, di cui euro 141 milioni a carico della regione Campania e 141 milioni a carico del Ministero dell’ambiente. Rispetto allo stanziamento complessivo dell’accordo sono stati previsti interventi di rimozione di rifiuti abbandonati e messa in sicurezza di discariche e siti di stoccaggio rifiuti per circa 60 milioni di euro. La progettazione e realizzazione di tali interventi è stata affidata alla società Sogesid, nell’ambito di un’apposita convenzione con il Dicastero stipulata in data 12 settembre 2011, nonché di due ulteriori convenzioni per l’area di Cava di Giugliano in Campania e per il sito di Pianura. Il Ministero dell’ambiente ha inoltre sottoscritto una convenzione con la regione Campania e il commissario di Governo e la Sogesid in data 7 ottobre 2010, finalizzato alla predisposizione di interventi urgenti per la messa in sicurezza e bonifica delle aree di Giugliano in Campania e dei Laghetti di Castelvolturno,——————–

Intervento alla camera illustrativo dell’interrogazione

PINA PICIERNO.

Signor Presidente, intendo illustrare l’interpellanza, data anche la rilevanza del tema di cui discutiamo questa mattina. Ministro, Presidente, colleghi, se questa fosse la sceneggiatura di un film, se questa fosse la sceneggiatura di un film dell’orrore, naturalmente, sarebbe in qualche modo la storia di un mostro, di uno degli assassini più brutali e feroci che siano mai esistiti. Un mostro a tre teste – come è stato definito –, capace di nascondersi nel buio, come fosse invisibile, assumendo le forme più tranquillizzanti, e capace anche di viaggiare nel tempo, capace di viaggiare nel futuro. Perché questo mostro è un ladro di futuro, appunto.Perché è dagli anni ’80 che la camorra, la prima delle tre teste di questo mostro, ha usato il territorio campano e il territorio del basso Lazio, prima, come luogo di transito di rifiuti speciali e tossici verso l’Africa e, poi, come sito di stoccaggio di quei veleni, creando le condizioni per la più grande mattanza di vittime innocenti mai realizzata e conosciuta in tempi moderni.Si tratta di tonnellate di rifiuti pericolosi, tonnellate di rifiuti tossici provenienti dalle aziende del nord, nord Italia e nord Europa, e smaltite illegalmente attraverso l’interramento nelle campagne nel territorio napoletano e casertano fino ad arrivare al basso Lazio. E tutto questo è avvenuto grazie al consenso e grazie al silenzio di imprenditori senza scrupoli e politici corrotti, le altre due teste del mostro, appunto.Camorra, imprenditori, politici collusi: questi i tre nomi di questo mostro che ha causato e continua a causare migliaia di morti ammazzati, Ministro. Ammazzati, Presidente, Ministro, colleghi, anche dall’incuria dello Stato. È bene ricordarlo stamattina. Io avevo già portato all’attenzione di quest’Aula, nella scorsa legislatura e nei mesi scorsi, i rilievi di studi scientifici – ce ne sono a centinaia ormai – che documentano, che certificano la correlazione esistente tra il numero di morti, l’incremento di patologie tumorali e l’interramento e la presenza di questi rifiuti.Ne cito qualcuno: quello realizzato dalla procura di Santa Maria Capua Vetere nel 2006, nel corso delle indagini sui reati ambientali legati allo smaltimento di rifiuti tossici; la procura di Santa Maria ha ordinato una ricerca sul numero di richieste di esenzioni ticket per malattie tumorali, scoprendo che dal 1999 vi è stato un incremento del 400 per cento dell’incidenza dei tumori presenti nei comuni che sono stati interessati dallo smaltimento illegale di quei veleni.Raffaele Cantone – voglio ancora citarlo qui in quest’Aula – ha parlato di una portata devastante dal punto di vista ambientale e della salute dei cittadini di quegli sversamenti; ha parlato di un qualcosa che è addirittura impossibile da quantificare e da decifrare; è una storia incredibile, una storia sconvolgente, questa ! Ma ciò che la rende ancora più insopportabile, Presidente, Ministro, colleghi, è che tutto questo è noto da oltre vent’anni e che in questi vent’anni nessuna azione è stata intrapresa, nessuna bonifica, nessuna iniziativa da parte dello Stato e della politica.Le recenti dichiarazioni del pentito Schiavone hanno riportato alla ribalta nazionale questa verità devastante. Io vorrei ricordare che le dichiarazioni di questo stesso pentito, però, sono note da troppi anni, perché tra il 1995 e il 1996 lo stesso pentito era stato già ascoltato dalla Criminalpol di Roma, su delega, appunto, della procura napoletana, e si era già provveduto a ispezioni e a sopralluoghi sui siti indicati da Schiavone. E le dichiarazioni di Schiavone sono state già riscontrate, già nel 1995, perché quei rifiuti c’erano eccome, cari ricolleghi e caro Ministro, e non devo qui ricordare le dichiarazioni di Vargas, di Vassallo, di Di Caterino, di tutti quei pentiti che hanno già identificato i luoghi di questa mappa dei veleni enorme, che avvolge la regione Campania, che avvolge il territorio tra la provincia di Caserta, il napoletano e il basso Lazio.Ricordo anche che il pentito Schiavone fu ascoltato dalla Commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti presieduta da Massimo Scalia, quindi parliamo anche qui di molti anni fa, e anche in quella sede Schiavone presentò e dichiarò cose che furono poi secretate. Il Partito Democratico con un’altra interpellanza, a prima firma Realacci, ha chiesto che queste dichiarazioni siano rese pubbliche quanto prima, perché i cittadini campani, i cittadini italiani, hanno diritto – noi crediamo – di sapere cosa è accaduto veramente in quegli anni, cosa è accaduto veramente in quel territorio !Vede, Ministro, vent’anni sono trascorsi dalle prime dichiarazioni e vent’anni sono tanti, vent’anni sono troppi, vent’anni sono tanti da aver reso certamente più onerose e più complicate ora le operazioni di bonifica necessarie, ma sono anche tanti perché hanno compromesso in maniera ormai irrimediabile la salubrità di quelle terre e il diritto alla salute dei cittadini campani, e sono tanti anche perché hanno ormai corroso in maniera irrimediabile anche i fusti di metallo che contenevano quei veleni e che ormai hanno cominciato a sversare i liquami anche nelle falde acquifere. Questa è la verità più drammatica che abbiamo di fronte.

Allora, signor Ministro, prima ancora che da parlamentare di quel territorio, come cittadina, vorrei dire, come figlia di quella terra, e mi sento di farlo, dando voce anche ai tanti cittadini campani che sono impauriti, che sono sconvolti, che sono terrorizzati, che sono arrabbiati, le chiedo cosa questo Governo, che io sostengo, ha intenzione di fare per scrivere, in maniera definitiva e chiara, la parola «fine» a questo scempio; cosa, questo Governo, cosa, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha intenzione di fare per mettere fine a questo orrore, per mettere fine, Ministro, a tutte quelle incomprensibili, oscure e inaccettabili omissioni che in questi anni, per troppo tempo, noi abbiamo registrato. E scrivere la parola «fine» a quanto è successo in questi vent’anni, significa fare delle cose precise, Ministro, ed è quello che noi le chiediamo con questa interpellanza urgente, significa procedere con una mappatura definitiva, certa, dei siti inquinati, significa procedere al sequestro immediato di quelle aree e significa, soprattutto, programmare una certa e seria bonifica di quel territorio. Noi siamo tutti consapevoli che nessuno ha la bacchetta magica, sappiamo che lei non è dotato della bacchetta magica e sappiamo che queste sono operazioni costose ma che sono, anche, però, necessarie, Ministro; e allora noi le chiediamo un timing preciso per partizione e per grado di pericolosità di quei siti e le chiediamo così di restituire, finalmente, dopo troppi anni di morte, dopo troppi anni di disperazione, un minimo di speranza di diritto alla salute e di certezza per quei cittadini che si aspettano dallo Stato risposte certe e definitive.
PRESIDENTE. Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Andrea Orlando, ha facoltà di rispondere.
ANDREA ORLANDO, Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Signora Presidente, con riferimento a quanto riportato nell’interpellanza dell’onorevole Picierno, dove si chiede quali iniziative il Governo intenda assumere per verificare le affermazioni del pentito Schiavone in merito alla localizzazione dei rifiuti tossici e pericolosi interrati illegalmente in Campania e nel basso Lazio, sulla scorta dell’informazioni assunte dalle istituzioni interessate si rappresenta quanto segue: la regione Lazio, così come richiesto dalla normativa vigente, sta già mettendo in atto tutte le azioni volte al completamento dell’anagrafe dei siti inquinati ed alla conseguente mappatura dei siti contaminati presenti nel territorio regionale. Inoltre, la stessa regione sta predisponendo una convenzione con il nucleo operativo ecologico dei carabinieri al fine di costituire una task force volta all’individuazione di tutti i siti interessati da gravi problematiche di inquinamento, anche derivante da pratiche di occultamento di rifiuti di qualsiasi natura.
La maggior parte dei siti ex discarica sono sottoposti ad attività di messa in sicurezza e caratterizzazione come deciso nella conferenza di servizi e sarà cura della regione Lazio trasmettere, non appena disponibili, i risultati delle suddette attività.
Già, in data 18 luglio 2011, la regione Lazio ha approvato il progetto «Indagine finalizzata alla individuazione delle anomalie magnetiche rilevate nel corpo della discarica in località Borgo Montello – Piano operativo di indagine»; tale progetto è stato presentato dal comune di Latina in seguito alle prime dichiarazioni del pentito Schiavone ed è stato eseguito attraverso indagini atte ad individuare la presenza di rifiuti pericolosi occultati nella discarica di rifiuti solidi e urbani di Latina. I risultati delle indagini, dirette e indirette, eseguite hanno dimostrato che nella discarica in questione non sono presenti rifiuti tossici interrati. È stata eseguita anche una prova di radioattività con il contatore Geiger che non ha riscontrato fonti radioattive anomali.
La regione Campania con delibera di giunta regionale, pubblicata il 3 ottobre del 2011 nel BURC, ha effettuato, ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006, una revisione e un aggiornamento del piano regionale di bonifica. Attualmente, conclusa la valutazione ambientale strategica, la proposta del piano regionale di bonifica è stata adottata in via definitiva dalla giunta campana con deliberazione n. 129 del 27 maggio del 2013 e trasmessa al consiglio regionale per l’approvazione definitiva
Questo piano prevede tre diversi elenchi: l’anagrafe dei siti da bonificare; il censimento dei siti potenzialmente contaminati locali; il censimento dei siti potenzialmente contaminati, siti di interesse nazionale (SIN).
Oltre a questi indicati, sono state individuate sette aree vaste costituite, nella maggior parte dei casi, da siti inclusi nel terzo elenco e dalle relative aree di interconnessione, tra le quali sono comprese alcune di quelle che vengono citate dall’ex pentito Schiavone. Per ciascun sito sono indicati specifici interventi di risanamento ambientale. È, inoltre, in corso di attuazione l’accordo di programma denominato Programma strategico per le compensazioni ambientali nella Regione Campania, sottoscritto il 18 luglio 2008, alla presenza del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, dal sottosegretario di Stato presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, dal presidente della regione Campania e dal commissario nominato con ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri n. 3654 del 2008. L’accordo è corredato da un allegato tecnico contenente l’elenco delle criticità ambientali e degli interventi di compensazione richiesti dai comuni sede di impianti di gestione dei rifiuti e di quelli già sede di impianti di discarica.
Tale accordo è stato modificato in data 8 aprile 2009 con apposito atto in cui sono state stanziate risorse FAS pari a euro 282 milioni, di cui euro 141 milioni a carico della regione Campania e 141 milioni a carico del Ministero dell’ambiente. Rispetto allo stanziamento complessivo dell’accordo sono stati previsti interventi di rimozione di rifiuti abbandonati e messa in sicurezza di discariche e siti di stoccaggio rifiuti per circa 60 milioni di euro. La progettazione e realizzazione di tali interventi è stata affidata alla società Sogesid, nell’ambito di un’apposita convenzione con il Dicastero stipulata in data 12 settembre 2011, nonché di due ulteriori convenzioni per l’area di Cava di Giugliano in Campania e per il sito di Pianura. Il Ministero dell’ambiente ha inoltre sottoscritto una convenzione con la regione Campania e il commissario di Governo e la Sogesid in data 7 ottobre 2010, finalizzato alla predisposizione di interventi urgenti per la messa in sicurezza e bonifica delle aree di Giugliano in Campania e dei Laghetti di Castelvolturno.

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Di red