“Ecovillaggio rom? che bel nome! Giugliano è diventata ecologica, pulita, utilizza e incentiva le energie alternative, sceglie le fonti rinnovabili per far si che i rom possano lavarsi e guardare i programmi culturali della Rai, a costo zero ovviamente.

Che bella favola! Su terreni martoriati e in parte ancora fertili, si costruirà un villaggio che di eco non avrà un bel niente, ma che porterà a rendere un popolo ancora più stanziale, che ha deciso di lasciare il vagabondaggio per continuare nelle ruberie di ogni sorta ai danni dei giuglianesi. Non sono affermazioni immotivate, tutti noi sappiamo che non sono purtroppo sporadici i furti in appartamenti, la sottrazione del rame, l’incendio dei roghi dei loro rifiuti speciali, e non, durante la notte e alle prime ore dell’alba. Adesso qualcuno racconta che chi commetterà reati verrà cacciato, altre belle parole ripulite dalla verità, visto l’atteggiamento assunto fino ad oggi. Il nostro comune continua ad accogliere il peggio, aumentando il fenomeno dell’inquinamento prodotto in massima parte da terzi che qui hanno trovato da sempre terreno “fertile” per far inghiottire tutte le loro nefandezze, grazie alla complicità di tanti. Il territorio giuglianese sembra appartenere ad altri, che decidono le sue sorti senza lasciare a noi cittadini alcun tipo di scelta. Di ecologia ne avremmo certo bisogno, come di educazione civica e di rispetto di ciò che non si sente più proprio da troppo tempo. Noi cittadini ci chiediamo se il villaggio sarà “Eco” come le “ecoballe”, sulle quali ironizziamo con l’amaro in bocca per le balle raccontateci per anni. Vorremmo che non fosse più permesso a nessuno di aprire discariche, o luoghi di nessuno, dove le regole sono dettate dal malaffare, desidereremo che l’agricoltura fosse incentivata, perché è una delle fonti economiche del nostro territorio. L’ecovillaggio ci piacerebbe averlo per prima noi, con delle masserie dove valorizzare i nostri ottimi prodotti, forse così sarebbe più credibile il volerlo realizzare in un secondo momento anche per i rom. Ci chiediamo se le nostre parole saranno ascoltate o se per essere considerati dovremo andar via per ritornare da stranieri. Ed ora più che mai, continuiamo ad interrogarci se politica da queste parti è sinonimo solo di sudditanza.”

 

Missiva di un lettore giuglianese 

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