Un regalo per i carcerati di tre milioni e mezzo delle vecchie lire per ciascun appartamento costruito, era questo il prezzo dellestorsione per ogni quartino realizzato, preteso dai Casalesi, almeno stando alle tariffe della metà degli anni novanta.
Lo sostengono gli investigatori della DDA di Napoli, che hanno stretto le manette intorno ai polsi di Vincenzo Di Bona, commerciante incensurato e finora ritenuto estraneo alle attività del clan. Si trovano invece già in cella per altri fatti, gli altri quattro destinatari degli ordini di cattura: Francesco Bidognetti, ritenuto capo della frangia dei Casalesi operante tra Villa Literno e Castelvolturno, il cugino Domenico Bidognetti, esponente di primo piano del medesimo gruppo criminale, Luigi De Vito e Giuseppe Cristofar, quest’ultimo in passato è stato il masto che comandava a Lusciano. Secondo quanto ricostruito dai pm della Dda Raffaele Cantone e Giovanni Conzo, il clan avrebbe imposto ai costruttori veniva imposto l’acquisto di materiali edili da una ditta, intestata a Di Bona ma, per gli inquirenti, costituita dal clan capeggiato da Francesco Bidognetti detto Cicciotto e Mezzanotte. Il complesso delle attività estorsive avrebbe fruttato allorganizzazione circa 900 milioni di lire. Le ordinanze di custodia sono state firmate dal gip Oriente Capozzi, ed eseguite dai carabinieri di Parete. I quartinari distruggevano il territorio con i loro palazzi brutti e la Camorra si ingrassava.