L’indagine della Procura di Padova relativa al crack della Finmek è giunta ad una clamorosa svolta, si tratta di un’inchiesta che tocca anche il nostro territorio, perché quest’azienda è stata al centro degli strani e continui passaggi di proprietà che hanno riguardato lo stabilimento della Ex Texas di Aversa, che i magistrati veneti stanno esaminando attentamente. La Fimmek di Padova non ha rimborsato un bond da 149 milioni di euro del 3 dicembre del 2001, a suo tempo collocato dalla sola Banca Intesa, ed il magistrato titolare delle indagini,

il Pm Bruno Cherchi, che sta cercando di rintracciare i capitali sottratti ai risparmiatori ha avviato varie rogatorie internazionali, con Lussemburgo, Isola di Man, Svizzera e Inghilterra, in questi paesi sarebbero stati individuati numerosi conti sospetti. La Finmek al momento del crack era tra l’altro proprietaria anche dello stabilimento ex Italtel di Santa Maria Capua Vetere, ed aveva ha un fatturato che aveva sfiorato i 530 milioni di euro ed è stata dichiarata insolvente il 12 maggio 2004, poi ha potuto beneficiare del decreto Marzano, il cosiddetto decreto salva Parmalat. Dal 2001 al 2003, la Finmek è stata presieduta da Roberto Tronchetti Provera, fratello del più noto presidente della Pirelli e le accuse contestate dalla Procura di Padova a 14 persone sono quelle di Bancarotta fraudolenta e aggiotaggio. In particolar modo gli inquirenti veneti si sono focalizzati su numerose operazioni finanziarie, alcune riguardano proprio Aversa: l’acquisizione di Magneti Marelli sistemi elettronici spa, rilevata nel maggio 2002 e ceduta a novembre dello stesso anno al Gruppo Pugliese, lo stesso soggetto che proprietario dell’unità produttiva della ex Texas di Aversa poi trasferita a Marcianise. L’operazione, forse quella che più ci riguarda, Ixtant spa – Ixfin srl, acquistata nel gennaio 2001 e poi ceduta al Gruppo Pugliese nel dicembre successivo. L’acquisto Ics, avvenuto nel dicembre 2000 ed anch’essa venduta, nel novembre 2002, al Gruppo Pugliese. Altra operazione sospetta è quella dell’acquisizione della Italtel spa di Santa Maria Capua Vetete nel dicembre 2002 e subito rivenduta Un’altra operazione sospetta e quella inerente la Telit mobile terminals spa (anche qui c’entra lo stabilimento di Aversa). Passaggi che sarebbero serviti per coprire complesse operazioni finanziarie per dirottare soldi all’estero. Secondo la Procura di Padova con il ricavato dei bond Finmek International aveva acquistato certificati di deposito della Société Européenne del Banque di Lussemburgo, a garanzia di un finanziamento concesso il 28 dicembre 2001 dalla Banca Commerciale Italiana a Mekfin spa. Intanto, la Ixfin di Pugliese, ultima proprietaria dell’azienda aversana trasferita a Marcianise è stata dichiarato fallito dal Tribunale di Napoli, il fallimento è stato contestato ed il prossimo 10 settembre dovrebbe esserci un’udienza in merito. Per adesso il risultato qual è che altri sono venuti a “fare operazioni” ad Aversa mandando i lavoratori in mezzo ad una strado, e tipi soliti che se la fanno nella politica aversana, di che parlano? Delle briciole, licenze edilizie nell’area ex Texas, ormai la loro è una fissazione che ci sta distruggendo.

 Salvatore Pizzo