FarmVille è un gioco che si attua su Facebook, consiste nel simulare la gestione di un’azienda agricola. L’utente si trasforma in un agricoltore e si dedica alla cura della propria fattoria, si stima che siano circa 72 milioni le visite effettuate in un mese. Si tratta di “coltivatori diretti virtuali”, ovvero coloro che si avvicinano all’agricoltura soltanto attraverso un computer.
Vi sono però anche gli hobbisti reali, che secondo un’indagine di Nosmima sono circa un milione, con un’estensione media di terreno di circa un ettaro si dedicano alla coltivazione di prodotti per se stessi e per la propria famiglia e poco più. Questa categoria si divide in “ tradizionalisti”, spesso pensionati, età di oltre sessant’anni, ed i neofiti con un’età compresa tra i 40 e i 60 anni. Secondo le rilevazioni demoscopiche hanno un buon livello d’istruzione e non si propongono di ottenere un reddito ma si dedicano alla cura della terra solo per il gusto di nutrirsi con prodotti da loro coltivati. Fabio Massimo Cantarelli, presidente del Consorzio Agrario di Parma, uno dei protagonisti della food valley italiana, tal proposito ha detto: “Si può parlare in questo caso di “filiera ultra corta” perché i frutti di questo lavoro rimangono all’interno della famiglia che li produce. Appartengono invece ad una terza categoria gli agricoltori non professionali, spesso e volentieri lavoratori dipendenti, che integrano il loro reddito curando un appezzamento per lo più lasciato in eredità dai genitori con attrezzature datate. Questa categoria controlla non trascurabili estensioni. Ultimi, ma non per importanza, gli agricoltori professionali, coloro i quali vivono solo del reddito agricolo. E’ la categoria più esposta per effetto della crisi finanziaria generale e del mercato agricolo e questa dovrebbe essere la categoria a cui la Politica e Pubblica Amministrazione dovrebbe prestare la maggior attenzione possibile a cominciare da una migliore modulazione degli aiuti comunitari che dovrebbero concentrarsi su questa classe di agricoltori, sempre però in funzione di orientamento della categoria verso obiettivi strutturali di ammodernamento e di razionalizzazione delle imprese così da rimettere in sesto, anche in termini competitivi, l’ intero comparto.

Di red