Una pappagalla “mette bacchetta” e il Briccone prende la palla al balzo e, divertendosi come fanno i bambini pestiferi che non temono le patacche, risponde all’uccella (la quale forse prima era anche una sua amica di giochi) emulando il verso dei galli all’alba in mezzo all’aia, quegli imperiosi pennuti domestici che si mettono con le zampe sul mucchio letame e si fanno sentire dal contado.

 Tradotto in volgo fa “o’ uall ‘ncopp a munnezz”. Insomma ogni tanto il Briccone si sveglia e ricorda al mondo che anche lui esiste, poi si richiude in se e si mette a cantare pensando ai bei tempi che furono, la sua canzone preferita continua a essere “O’ Carcerato”, dedicata a chi è dietro le sbarre.

 

 

Ogni riferimento a persone è puramente casuale e poi “chi si offende è fetente”.

https://www.facebook.com/pages/Corriere-di-Aversa-e-Giugliano/283505488416630

 

Di red