11 arresti ed altri 17 indagati a piede liebero, è questo il bilancio di unindagine del Nucleo di polizia tributaria del Friuli Venezia Giulia, che ha stroncato un commercio illegale di autovetture volto ad evadere lIva. Per tutti, l’ipotesi di reato, formulata dal sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Udine Luigi Leghissa, è di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale.
Tra gli arrestati cè anche un uomo di San Cipriano dAversa, Carmine Iovine. Il sistema ruotava intorno a due società di Udine, concessionarie per il Friuli Venezia Giulia del marchio Mercedes. I due titolari avrebbero ammesso le proprie responsabilità nell’ideazione della frode e nella costituzione delle società fittizie, sparse in varie regioni d’Italia (Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Marche, lazio e Campania), e altre nove in Gran Bretagna, Francia Austria e Spagna. Dal 1998 al 2005. I titolari avrebbe ceduto le automobili in esenzione dell’Iva alle società estere perché sede comunitaria o a quelle italiane, dichiarando l’intenzione di esportarle in Paesi Ue. Al cliente, che si rivolgeva alle concessionarie friulane, le auto venivano offerte con un forte sconto, mentre l’Iva veniva fatta gravare sulle società fittizie, che in poco tempo chiudevano senza versare limposta. Il Gip del Tribunale di Udine, Paolo Alessio Vernì, ha emesso in tutto quindici ordinanze di custodia cautelare, sette in carcere e otto ai domiciliari, ma quattro destinatari sono latitanti. Insieme a Iovine in manette sono finiti: Mauro e Cristiano Ferraretto, di Como, Mario e Claudio Rossi, Giorgio Girotti e Vittorio Togliatti, di Genova, Fabio Tiozzo, di Chioggia (Venezia), Valter Targhetta, di Venezia, Daniele Quaggia, di Piove di Sacco (Padova) e Giovanni Solimene, di Laurito (Salerno). Il giro delle false fatturazioni ammonta a circa cinquecento milioni di euro, per un’evasione dell’Iva calcolata in cento milioni.