
La Rubrica, curata da Alessandro Carotenuto, per Osservatorio Cittadino si avvale delle illustrazioni del pittore Carlo Capone, sito web:www.carlocapone.it e-mail: caponart@alice.it.
Il testo è scritto da Antonio Marino.
Didascalia sotto il ritratto:
Generoso Marrandino
(Il re della canapa)
Tra i protagonisti nostrani del Novecento, che si sono maggiormente distinti nei vari campi, Generoso Marrandino occupa un posto importante… degno di considerazione.
Per come ha operato durante la sua lunga vita, nel settore dell’agricoltura, e per quello che la sua persona ha rappresentato per la categoria dei coltivatori diretti.
Considerato a buon diritto “il re della canapa”, nacque ad Aversa il 3 ottobre 1897 da Vincenzo e Nicolina Mormile, facoltosi agricoltori del tempo, che seppero dargli una buona educazione.
Dopo gli studi primari, fu avviato giovanissimo ad interessarsi della Azienda paterna imparando a conoscere da vicino i problemi del sudato lavoro dei campi, che ne farà uno scopo di vita.
Nel 1932 infatti, venendo meno prematuramente il primo fratello Antonio, gli subentrò nell’amministrazione dell’Azienda cominciando subito ad occuparsi dello svilimento del mercato della canapa grezza.
Della quale divenne, in breve tempo, un accanito difensore ed un esperto molto apprezzato e ricercato in Italia e all’estero.
Entrato nel vivo dei problemi canapicoli, nel 1936 fu tra i costitutori del primo Consorzio campano volontario per l’ammasso della canapa (chiamata “l’oro bianco”) difendendo decisamente sia il valore che l’acquisto della fibra dalla spietata speculazione dei mediatori e dei commercianti.
Sta di fatto che, vistane la tenacia e la competenza, l’allora Presidente della grande provincia napoletana (che aveva assorbito anche quella casertana) nel 1938, d’intesa con i produttori regionali, lo designò a dirimere tutte le controversie del settore e divenne in breva una celebrità.
Quando tutto filava bene scoppiò il secondo Conflitto bellico che, devastando le campagne, mise in crisi il comparto agricolo.
Soltanto nel 1945, passata la furia distruttrice, si cominciò a mettere mano all’opera di ricostruzione e la prima a risorgere fu proprio l’attività produttiva dei campi.
Questo grazie ad uomini come Marrandino che, nel giro di un triennio, seppero riportare l’agricoltura (della nuova provincia casertana) all’originario prestigio e ad una invidiata competitività.
Agricoltore nato, Generoso Marrandino, che conosceva l’importanza della canapa, dette infatti tutto se stesso facendo realizzare diversi centri per l’ammasso e la lavorazione della fibra nelle province di Napoli e Caserta.
Divenuto un punto di riferimento, gli agricoltori lo elessero nel 1948 primo Presidente della neo Federazione provinciale della Coldiretti (voluta da Paolo Bonomi per difendere la categoria), carica che gli sarà riconfermata all’unanimità per ben trent’anni.
Col beneplacito dei massimi Dirigenti nazionali del settore, che, avendolo in grande considerazione, gli offrirono più volte una candidatura per un sicuro posto in Parlamento… mettendogli a disposizione trentamila voti nella sola provincia di Caserta.
Modesto com’era e schivo della ribalta, Marrandino lasciò sempre cadere la proposta lasciando ad altri tale occasione e scelse di essere vicino ai coltivatori nella propria terra curando di elevare il prestigio della categoria.
La quale, cominciando ad avere un peso sempre più determinante anche nella scelte politiche, lo costrinse a scendere nell’agone politico locale.
Entrato in politica, Marrandino nelle elezioni del 1952 fu eletto (con un suo nutrito gruppo) Consigliere comunale di Aversa ricoprendo in seguito anche cariche assessoriali e per due volte, come Assessore anziano, quella di Sindaco f. funzione.
In Consiglio comunale, fu il più strenuo oppositore al tentativo di sfrattare i Profughi (“Dovete passare sul mio corpo” ebbe ad esclamare) per aprire il locale Campo, oggi Parco pubblico, alla speculazione edilizia… in città sempre in agguato.
Negli anni settanta (del secolo scorso) fece da mediatore e, sanando una feroce controversia insorta tra i fruitori del Mercato Ortofrutticolo, promosse l’ampliamento dell’area permettendo l’ingresso anche ai commercianti e ai contadini.
Durante la cosiddetta industrializzazione della zona ASI (al nord di Aversa) fu il più accanito difensore dei terreni fertili dando preziosi consigli e, non venendo ascoltato, fece di tutto per far assumere nelle nascenti Imprese i contadini rimasti senza lavoro.
Con la pena nel cuore ma con l’animo tranquillo di Chi ha operato dignitosamente e bene, Generoso Marrandino, dopo aver colto gli elogi personali da Papa Wojtyla nella locale Centrale ortofrutticola nel novembre del 1990, si addormentava per sempre serenamente (nella sua abitazione di via Roma) alla veneranda età di centotré anni. Era il 15 gennaio del 2001, un giorno assai triste e non solo per i lavoratori della terra.
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