Ancora una volta un giornalista campano minacciato dalla Camorra, questa volta è toccato ad Enzo Palmesano. In questo caso, come in altri, non si è trattato di minacce espresse solo verbalmente ma di un atto concreto, gli hanno cosparso l’auto di benzina. Un fatto che smentisce per l’ennesima volta chi si vuole accreditare come unica icona anticamorra, per aver scritto quello che molti nostri colleghi scrivono da anni.
Il grave episodio è stato reso noto da Palmesano con una nota: “Per tutta la giornata da poco conclusa, 24 febbraio 2009, si sono messe in funzione contro di me le batterie giornalistiche e politiche, essendo io reo di non voler stare in silenzio di fronte allo strapotere politico-mafioso della cosca Lubrano-Ligato, nelle ore precedenti colpita dal blitz della Direzione distrettuale antimafia e dei carabinieri. Passata la mezzanotte e cominciato il 25 febbraio, sono entrate in azione le batterie camorristico-mafiose: alcuni vigliacchi hanno cosparso di benzina la mia autovettura e non hanno potuto appiccare il fuoco solo perché io e la mia innocente famiglia abbiamo dato prontamente l’allarme, mettendoli in fuga. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Capua e della Stazione di Pignataro Maggiore. Fino a quando le manette non scatteranno ai polsi dei referenti e dei protettori politici della camorra, io sono in grave pericolo perché padroni del potere e padrini mafiosi non sono riusciti altrimenti a mettermi a tacere con le pressioni, le querele, le minacce e le ritorsioni professionali”.