Prima hanno riempito il territorio di case abusive devastandolo e così tarpando le ali alla speranza di un futuro migliore per i loro figli, poi protestano perché ne è stato disposto l’abbattimento. Per assecondare la vanesia mania di possedere un quartino dalle nostre parti c’è gente disposta a tutto, spendono capitali con i quali potrebbero avviare delle attività che porterebbero lavoro e ricchezza, ma per fare questo ci vorrebbero altre teste non quelle che ci ritroviamo.
Non capiscono che i loro quartini non sono un investimento, per farli si sottraggono terreni dove vengono prodotte le eccellenze dell’agroalimentare italiano, un business che per la qualità delle nostre produzioni dovrebbe far fioccare soldi. Lamentano l’esistenza della Camorra, ma la stessa c’è anche quando aprono i questi novelli “padroni di casa” che si sentono arrivati costruendo fabbricati brutti ed abusivi, aprono i loro cantieri. Hanno riempito la zona di Giugliano, l’antica Liternum, in riva al Lago Patria di case brutte, mai nulla per portare turismo e lavoro, eppure si tratterebbe di soldi a gettito continuo, ma per capirlo bisognerebbe conoscere la propria storia, chissà se i quartinari la conoscono. Scendono in piazza contro l’abbattimento dei loro quartini abusivi, eppure quando li realizzavano sapevano cosa stavano facendo. Finora sono stati abbattuti cinque manufatti degli 800 per i quali sono già esecutive le ordinanze di demolizione, cosa dovevano dargli un premio?
Salvatore Pizzo