Ammontano a circa 130 milioni di euro le perdite per il Comune di Giugliano dovute al fatto di non aver riscosso i canoni per l’erogazione di acqua, e per lo smaltimento di acque reflue.
Lo hanno accertato le indagini compiute dal nucleo regionale di polizia tributaria della Guardia di finanza, che ha segnalato alla procura regionale della Corte dei Conti di Napoli venti persone, si tratta di amministratori, funzionari comunali e professionisti vari, che nellesercizio delle loro funzioni non avrebbero agito in modo tale affinchè lente non subisse un danno così ingente. Le Fiamme gialle nel corso delle indagini hanno analizzato il bilancio comunale, ed hanno svolto controlli presso la ‘Napolteanagas spa’, la società concessionaria del servizio idrico. Dai rilievi effettuati sul territorio sono stati quantificati gli effettivi consumi di acqua potabile da parte di circa 24 mila utenti, molti dei quali erano addirittura abusivi in quanto non dotati di contatori, segno che il comune oltre a non riscuotere i canoni non ha mai eseguito controlli. Il costo sostenuto dal Comune per il solo acquisto di acqua potabile e’ stato quantificato in 26 milioni di euro, pari a 312 milioni di metri cubi. Secondo la Guardia di Finanza il mancato incasso di 130 milioni di euro, ha provocato danni erariali per oltre 117 milioni di euro a carico di 214 soggetti tra dirigenti, amministratori e dipendenti di enti pubblici e enti locali. Sono questi i risultati a cui si arriva quando si vanno candidando, le persone che solitamente si propongono nella nostra zona.