”Immagino una lavagna interattiva multimediale. Il grembiule. L’ebook. Un maestro unico preparatissimo. Una scuola meritocratica dove sia grande l’attenzione per l’inglese e per la musica”. Sono parole che l’avvocatessa lombarda, di osservanza berlusconiana, Mariastella Gelmini ha proferito in un’intervista rilasciata al settimanale “Chi”, parlando della scuola che sogna per la figlia.
Mentre la deputata lombarda, alla quale è affidato il dicastero della pubblica istruzione coltiva questo sogno, decine di insegnanti stanno facendo lo sciopero della fame a: Palemo, Milano, Taranto, Roma, Benevento e Pordenone. Ad Enna e Caltanissetta è stato occupato l’Ufficio scolastico provinciale (adesso ribattezzato dalla sado burocrazia che non tramonta mai con il nuovo nome di “ambito territoriale”). Mentre l’ex assessore all’agricoltura della provincia di Brescia esprimeva i suoi sogni, uno dei precari palermitani che sta digiunando davanti alla Camera dei Deputati è stato portato per la seconda volta in pochi giorni al pronto soccorso, contemporaneamente a Maniago, in provincia di Pordenone, Maria Carmela Salvo, maestra di 55enne, fa lo sciopero della fame dormendo nella sua macchina parcheggiata nella piazza principale del paese. Il piano di licenziamenti nella scuola previsti dal ministro leghista Giulio Tremonti prevede la cacciata di 132mila persone.
Salvatore Pizzo