Nessuno si assume la paternità di quel famigerato articolo 66 della Finanziaria passata alla Camera e che si sta tentando di far passare anche al Senato, una norma che se approvata sancirà, a partire dal 2010, la cancellazione dei diritti acquisiti da migliaia di professionisti della scuola, docenti e non. Il governo con il silenzio assenso da parte delle opposizioni, e con la complicità di una gran parte del sindacalismo che ha adottato una linea soft, dal 2010 vuole far decadere le graduatorie permanenti da cui si attinge il personale scolastico, sia per le assunzioni temporanee che per quelle a tempo indeterminato, ciò senza fare salvo il diritto ad essere inseriti nei successivi percorsi di reclutamento per coloro che in quella data non saranno ancora di ruolo. Stanno cercando di eliminare oltre 100mila persone che da anni, con tutti i titoli previsti dalla legge, lavorano nella scuola.

Stanno cercando di eliminare oltre 100mila persone che da anni, con tutti i titoli previsti dalla legge, lavorano nella scuola. Vogliono far spazio a corsi a pagamento organizzati dalle baronie universitarie, che così avrebbero un grosso business. In questo contesto va dato atto a Rifondazione Comunista, che è l’unico partito che ha posto la questione politica della salvaguardia dei diritti acquisti dai professionisti della scuola. A loro danno il governo, di cui la stessa Rifondazione fa parte, vuole perpetrare lo scippo. Alla Camera l’emendamento correttivo di Rifondazione non fu recepito nel maxiemendamento su cui venne chiesta la fiducia, come ha detto l’On. Folena per un errore di trascrizione ammesso “informalmente” dal governo. Tenere le graduatorie vigenti fino all’esaurimento non grava sul bilancio, semplicemente perché le persone vengono chiamate quando c’è bisogno, quindi si è trattato di un’imboscata in piena regola. Il segretario di Rifondazione Franco Giordano (nella foto), l’unico big della politica ad intervenire sulla questione di cui aveva già parlato nella sua dichiarazione di voto alla Camera, ha detto ad un giornalista: “Se non si rispetta il mantenimento delle graduatorie nella scuola anche dopo il 2010 non raggiungeremo un accordo al Senato sulla legge Finanziaria. C’è gente che non può stare 10-20 anni in una scuola, essere considerata un precario, magari avere 40-45 anni e all’improvviso ricominciare daccapo”. Nonostante questo veto così importante, è comunque opportuno mantenere alta la guardia. Il presidente dei senatori dell’Udc ed ex ministro della Pubblica Istruzione, Francesco D’Onofrio, ha detto al nostro giornale che se Rifondazione presenta l’emendamento correttivo è disponibile a votarlo anche lui. Un emendamento correttivo è stato a noi annunciato anche da Albertina Soliani (Ulivo), ex sottosegretario alla Pubblica Istruzione ed attuale componente della commissione Pubblica Istruzione al Senato, disponibilità in tal senso è stata manifestata anche da Pasquale Giuliano (Forza Italia). Enrico Morando (Ds), presidente della Commissione Bilancio al Senato e relatore di maggioranza della Finanziaria, ha parlato di bisogno di correggere questa norma ordinamentale. Parole a sostegno della causa degli oltre 100mila colpiti da questo blitz politico, sono state espresse anche da Pizzolante (Fi) e dalla direzione nazionale dei Giovani di An, precisamente da Gianmario Mariniello. Intanto il 7 scioperano i sindacati Snals e Gilda, lunedì 11 scioperano alla prima ora ed all’ultima ora le federazioni della scuola di Cgil, Cisl e Uil. Proteste alle quali il nostro giornale aderisce ed invita ad aderire.

Salvatore Pizzo