Avrebbe rifilato un assegno scoperto di 2500 euro ad un orefice, per questo un vigile urbano di Parma è stato condannato a sei mesi e 200 euro (pena sospesa e condonata dall’indulto). Qui nella capitale del ducato, sono tempi davvero bui per la Polizia Municipale: dopo i sei vigili arrestati con l’accusa di aver pestato un ragazzo ghanese,
un altro loro collega arrestato perché avrebbe incassato i soldi delle multe, ed un altro ancora condannato perché avrebbe rubato un bancomat nel corso di un intervento in una casa dov’era scoppiato un incendio, adesso arriva un’altra tegola, e poteva essere anche più pesante, nel corso del processo altri esercenti commerciali hanno ritirato le querele a carico dell’agente, un 50enne originario della provincia di Palermo. Considerato l’elevato numero di inchieste giudiziarie, quello dei vigili di Parma è sicuramente un record poco lusinghiero, almeno nell’ambito della polizia municipale. Addirittura il senatore di An Murizio Saia auspica l’invio degli ispettori in Procura per valutare se tutto stia procedendo in regola, e per i vigili che tipo di controllo propone?

Di red