A fine 2007 erano ben 36 i miliardi d’euro imputabili all’esposizione delle imprese agricole verso il settore bancario. In costante e rapida crescita dal 2001 quando all’epoca l’esposizione globale, ammontava a soli 23 miliardi. Le aziende agricole sono caratterizzate da alcune peculiarità che le distinguono dalle altre tipologie d’impresa: un contenuto margine lordo, un elevato costo del fattore “terra” e l’esistenza di molteplici rischi esclusivi tra i quali i rischi ambientali e quelli meteorologici. “E’ noto quanto l’esposizione finanziaria delle imprese agricole sia in costane crescita – commenta Fabio Massimo Cantarelli, presidente del Consorzio Agrario di Parma e quindi una delle massime autorità italiane per quanto riguarda l’economia agricola – nel 2007 si è registrato un aumento di circa il 56% e in questa situazione di base che caratterizza da anni il mondo agricolo si inserisce la crisi finanziaria, a seguito della quale, le banche hanno reagito nei confronti di tutte imprese e delle aziende agricole in particolare riducendo i fidi ed esigendo sempre maggiori garanzie“. L’intervento governativo, atto a fronteggiare la crisi internazionale della finanza, è stato rivolto in particolare verso il sistema bancario che, come più volte sottolineato anche dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, dovranno a loro volta destinare risorse al sostegno delle imprese affinché la crisi non si espandi e radichi anche nel sistema dell’economia reale. Secondo il presidente del Consorzio Agrario di Parma, le aziende agricole al pari delle altre tipologie d’impresa, hanno la necessità che il sistema bancario, in questo momento difficile, sia sempre più vicino agli imprenditori, coltivatori e allevatori, affinché questi possano agevolmente superare la crisi e tranquillamente dare corso ai loro programmi di investimento. “E’ oltremodo importante che gli istituti di credito assicurino un ragionevole ed equilibrato rapporto tra i prestiti e le garanzie perché l’impegno finanziario sia sostenibile e consenta quindi di assicurare un tranquillo percorso di sviluppo aziendale.” Quello che sorprende è che nessuno si sia ricordato di un importante soggetto "erogatore" di credito, di "credito agrario in natura", come ricorda la legge 410 del 1999. Si tratta dei Consorzi Agrari che, a tutti gli effetti, possono essere inquadrati tra i soggetti creditizi in forza di tale loro peculiare prerogativa (l’erogazione del credito in natura) cioè l’elargizione di sementi, concimi, mangimi e macchinari sotto forma di "finanziamento" piuttosto che di vendita. Una caratteristica distintiva che, sin dalla istituzione dei Consorzi, rappresenta un utile strumento di sostegno alla conduzione delle aziende agricole. “In quest’ottica, conclude Cantarelli, anche i Consorzi Agrari appartengono, in qualche modo, a quel mondo del credito che ha ricevuto aiuti dal governo. Il finale è logico: se le banche hanno beneficiato degli aiuti, anche i Consorzi Agrari devono beneficiare degli stessi aiuti: non per se stessi, ma per aiutare a loro volta le imprese agricole.”
Nella foto sopra: Fabio Massimo Cantarelli