Per la seconda volta dall’inizio della sua missione alla guida della Diocesi normanna, l’Arcivescovo di Aversa Mario Milano è scivolato sul controverso tema dei rapporti tra l’omosessualità e la Chiesa Cattolica. Questa volta tutto è accaduto nella Parrocchia di San Giorgio Martire nella frazione di Pascarola a Caivano, dove il locale parroco, padre Edoardo Capuano, stava portando avanti un programma pastorale contro l´emarginazione degli omosessuali. Secondo quanto ha rivelato “La Repubblica”, l’iniziativa non è piaciuta ad un gruppo di fedeli che si sono rivolti direttamente all’Arcivescovo il quale avrebbe consigliato al sacerdote di “sospendere” il programma denominato “La Perla”.

Secondo quanto rivelato dall’autorevole quotidiano anche un altro gruppo di preghiera messo su da padre Eduardo sarebbe stato criticato dai fedeli, è dedicato ad Edith Stein, la prima martire cattolica di origine ebraica a essere canonizzata. La prima volta che Milano è balzato agli onori delle cronache per una vicenda di questo tipo è stata nel novembre del 2004, in quei giorni a Teverola una coppia gay era stata aggredita per ragioni di intolleranza, e l’Arcivescovo di Aversa poche settimane dopo intervistato su questo tipo di argomento, in quel momento abbastanza “caldo” anche perché la faccenda dell’omosessualità era costata il diniego del posto di Commissario europeo a Rocco Bottiglione, disse: “Premetto che da parte della Chiesa esiste il massimo della comprensione nei confronti dei fratelli e delle sorelle affette da questo tipo di patologie…il peccato è peccato e non può essere alimentato. Gli omosessuali, con i loro comportamenti, deviano l’ordine naturale delle cose cadendo nel peccato. L’anormalità diventa ordinaria, mentre l’ordine viene vissuto come disordine. Parole che ogni buon cristiano dovrebbe diffondere”. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che l’omossessualità non è da considerare una malattia, ma a prescindere da questo una domanda viene spontanea: se la Chiesa cattolica o una parte di essa ritiene un peccato l’omossessualità, non accettando i gay e lesbiche, chi si sente maltrattato faccia altrettanto, non accetti la chiesa, almeno quella che lì respinge, e così ognuno per la sua strada. Intanto dalla Diocesi di Aversa non è arrivata alcuna posizione ufficiale sulla vicenda di Psacrola.

Salvatore Pizzo