Da ieri, per il mancato rinnovo dei Progetti Individuali Budget di Cura e per il mancato pagamento di oltre un anno di spettanze, chiude il centro diurno per disabili “Simona Carratù”, questo ha fatto sì che genitori degli utenti interessati iniziassero a protestare. In merito a questa vicenda avremmo voluto sapere dall’Asl di Aversa quale fosse la sua versione, ma chi si occupa delle relazioni esterne dell’Asl ci ha risposto candidamente di non aver ricevuto alcuna istruzione in merito, anzi sembra che i vertici dell’azienda sanitaria normanna siano intenzionati a non parlare con la stampa, un comportamento che di certo non aiuta a fare chiarezza,

quindi l’unica fonte ufficiale relativa a questa tormentata vicenda rimangono i roventi comunicati delle famiglie dei poveri disabili. Scrivono i genitori: “La Dott.ssa Angela Ruggiero Direttore Generale dell’ASL CE/2 al tavolo tecnico di Lunedì 22 Maggio 2006, dopo aver esortato noi genitori dei 31 disabili a desistere da qualsiasi forma di protesta, impegnandosi in massimo quattro settimane a rimuovere tutte le cause che determinavano la chiusura del Centro “Simona Carratù”, ha disatteso tutti gli impegni presi. A noi genitori non resta che una amara conclusione: la nostra ingenuità ci ha impedito di vedere quella che si è rivelata una trappola mortale per noi e per i nostri figli disabili gravi/gravissimi, (…). Noi non possiamo permettere che quanto di buono è stato costruito nei servizi socio-sanitari a sostegno di persone con disabilità gravissima venga annientato in una sola volta con la chiusura del Centro “Simona Carratù”. Per questo motivo comunichiamo che da Mercoledì 5 Luglio 2006 noi genitori occuperemo pacificamente i locali della Direzione Generale dell’ASL CE/2 di via S. Lucia ed inizieremo uno sciopero della fame ad oltranza”. Da fonti vicine all’Asl si è saputo che anche altri centri come il Carratù sarebbero nelle medesime difficoltà, ma nessuno sta protestando.

Di sa.pi.