Il Pubblico Ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Francesco Curcio, ha chiesto che siano condannati tutti e 12 imputati nel processo relativo allimposizione sul mercato dei prodotti della Parmalat da parte della Camorra. Queste le richieste rivolte al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che riguardano camorristi e loro presunti sodali che avevano avuto la concessione a distribuire i prodotti della multinazionale parmense:
Vincenzo Cantiello (8 anni); Filippo Capaldo (19 anni e 6 mesi); Otello Capaldo (3 anni); Raffale Capaldo (14 anni); Rodolfo Fontana (3 anni e un assoluzione per un capo dimputazione); Gennaro Iodice (3 anni e 6 mesi); Carmine Matuozzo (anni 8 e 6 mesi); Giovanni Massaro (10 mesi); Bruno Moccia (3 anni e 6 mesi) Francesco Schiavone «Sandokan» (14 anni), Cesare Tavoletta (1 anno e 10 mesi) e Domenico Frascogna (1 anno e sei mesi). Secondo le indagini della Dda, il clan dei Casalesi insieme a quello dei Moccia, con i loro metodi delinquenziali avevano fatto sì che i prodotti lattieri che prima erano di Cirio e poi passati alla Parmalat assumessero un monopolio di mercato. Le aziende concorrenti venivano intimidite a suon di bombe, e in merito a queste vicende sono stati chiamati a testimoniare anche Sergio Cagnotti e Calisto Tanzi. Per questi fatti altri sei imputati sono stati già giudicati con il rito abbreviato dal Gup di Napoli.