Berlinguer, Tondelli e l’Emilia degli anni’80 al “Vittoria” di Aversa

 I giorni della vendemmia, caso cinematografico tutto emiliano e fresco di Menzione Speciale agli Incontri del Cinema d’Essai di Mantova (l’appuntamento della FICE per premiare i protagonisti dei film di qualità maggiormente apprezzati nel corso dell’anno), approda per la prima volta ad Aversa mercoledì 15 e giovedì 16 maggio 2013. Alla proiezione delle ore 21 del 16 maggio, seguirà l’incontro con la produttrice Simona Malagoli.

I giorni della vendemmia è un film d’autore che dopo 22 festival internazionali, l’ottenimento dell’Interesse Culturale Nazionale da parte del MiBAC, la partenza timida con tre copie nelle sale emiliane, sta girando da quasi nove mesi nei cinema di tutt’Italia grazie al consenso di pubblico e critica (più di 20.000 spettatori, candidato ai David di Donatello 2013).

Un risultato ancor più sorprendente se si pensa che il film è stato realizzato da un gruppo di professionisti under 26, senza alcun contributo pubblico ed è un’opera prima sia per il giovane regista Marco Righi che per la piccola Ierà di Malagoli Simona che l’ha prodotto e distribuito.

Ispirato allo scrittore correggese Pier Vittorio Tondelli, di cui una citazione da “Altri Libertini” apre il lungometraggio, I giorni della vendemmia comincia con la prematura scomparsa di Enrico Berlinguer (in una sequenza finale viene mostrato l’ultimo comizio di Padova del giugno 1984) e racconta l’educazione sentimentale dell’adolescente Elia (l’esordiente trevigiano Marco d’Agostin) stretto nella morsa tra l’arrivo di una giovane – suadente – cittadina, Emilia (Lavinia Longhi), e il ritorno dell’inconcludente ma carismatico fratello, Samuele (Gian Marco Tavani). Sullo sfondo quell’Emilia guareschiana, mondo piccolo rurale.

Niente effetti speciali dunque, né colpi di scena, “I giorni della vendemmia è uno di quei lungometraggi in cui non vi è premura nello svelare, ma nel restituire qualcosa allo spettatore” attraverso una fotografia delicata, una colonna sonora essenziale, un cast credibile. Una storia semplice dal linguaggio universale: “Un piccolo film, una grande opera difficile da cancellare dalla mente” (Alain Bichon – Vivilcinema).

“Nel film di Righi, come in tutti i libri di Pier Vittorio Tondelli, i corpi sono sempre al centro: si sfiorano, si avvertono l’un l’altro. Religione, politica, sono contorni.” (Enrico Palandri – Rolling Stone).

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Di red