Il Comune di Aversa nelle mani delle scuole

La classe dirigente aversana dimostra di essere continuamente poco all’altezza della situazione, il mondo va da una parte e loro dall’altra. I poltichini aversani non si rendono conto che stimolare il turismo significherebbe far arrivare in città e dintorni molti quattrini, il settore ha maturato introiti nel 2007 per oltre 10 miliardi di euro, quelli che a molti di loro piacciono, purtroppo cercano di farli solo costruendo qualche casa brutta. Se capissero che affare economico è il turismo, penserebbero a conservare il patrimonio artistico monumentale che cade a pezzi, ma pensare che un politico aversano si interessi attivamente di queste cose è utopia. In qualsiasi città l’ufficio turistico è visto non solo come un fatto d’immagine, ma come una forma di investimento economico primario: bisogna saper accogliere chi arriva da fuori, che oltre ad onorare un luogo, è disposto a spenderci anche dei soldi. Il turismo in Italia è forse il settore con i maggiori introiti, una miniera d’oro, ma il politicante medio aversano non è compatibile con situazioni e pianificazioni di ampio respiro, del resto è poco pungolato a ciò anche dagli operatori del terziario e dagli imprenditori locali. Basta pensare che i locali rappresentanti della Confesercenti e della Confcommercio, quando si muovono a livello istituzionale spesso usano il nome “Caserta”, che tipi che sono, degni interlocutori della politica aversana. Solo i politici di Aversa, con il silenzio di quanti dovrebbero contestarli, potevano pensare di affidare l’ufficio turistico al buon cuore di una scuola, l’istituto professionale “Mattei”, che per la sua peculiarità sicuramente potrebbe agire a supporto, ma non certo da erogatore di un servizio, sarebbe come affidare la tesoreria comunale ad una scuola per ragionieri. Roba che solo l’ambiente politico aversano poteva concepire, gente che non si vede mai nei dibattiti e nelle situazioni che riguardano i destini della nazione, del resto molti attivisti politici aversani non sanno nemmeno loro cosa vorrebbero. Tanti sono desperados in cerca di piccole vanità. Il politico aversano generalmente (non sempre), è uno che va camminando per mettere insieme quei voti che servono per diventare consigliere, magari facendo qualche piacerucolo da piccolo cabotaggio, gente che non ha mai grosse ambizioni. Si adagia dopo aver conquistato quella popolarità rionale frutto, che appaga l’animo vanesio di chi non può più di tanto. Qualche foto sulla stampa locale, un certo rispetto nell’ambientino in cui vive, è si sente appagato. Roba da desperados. Bene ha fatto Stefano Marotta di Federconsumatori2006 a far notare l’assurdità di quel surrogato di ufficio turistico che il “mondo politico” aversano ha partorito oramai da due anni, è stato l’unico a parlarne. Marotta, ha indicato anche delle sedi che potrebbero essere usate: l’ex stazione della ferrovia Alifana che potrebbe essere acquisita dal Comune, cade a pezzi. Quella è l’esatta rappresentazione del politicante medio aversano, in un’altra città si farebbe fuoco è fiamme per eliminare quel degrado a pochi passi da un monumento come Porta Napoli, immaginate una cosa del genere nelle vicinanze della Torre di Pisa o dell’Arena di Verona, forse sarebbe crisi di governo, per noi al massimo c’è una crisi di nervi. Purtroppo il politicante medio aversano è uno che conta poco o nulla, non ha mai, tranne che in rarissime circostanze, referenti che sono ai vertici della nazione, al massimo è un essere che pensa a fare qualche solaio o a qualche quartino, va per il poco anzi il pochissimo. Il riferimento non è un inciso che riguarda specificamente l’amministrazione comunale di adesso, ma è tutto l’ambiente “politico” aversano in generale ad essere di livello inadeguato rispetto alle dinamiche mondiali. Federconsumatori, come possibile sede dell’ufficio del turismo, ha indicato anche l’ex consultorio materno infantile di via Michelangelo, che è di proprietà del comune. Per capire che gentarella che c’è in giro per Aversa, basta considerare che del problema non si interessa, chi ha qualcosa da vendere ma i consumatori. Si atteggiano, si dicono “politici”, pretendono di avere persino un dialogo da “politici” con la stampa, come se i giornalisti fossero assistenti sociali chiamati a curare le crisi di vanità. Se fosse vera l’esistenza della jella, sarebbero proprio dei jellati. Magari molti di loro per una decina voti sarebbero capaci di qualsiasi cosa, ma per una roba da decine di milioni di euro non fanno nulla. Ovviamente fatte le debite eccezioni, tra di loro qualche mentre più illuminata c’è sicuramente, ma in un contesto di tal fatta viene offuscata da quel marrone fumante che prevale. Il presidente di Feralberghi Confturismo Bernabò Bocca, parlando del turismo ha detto ad un giornalista che è: “Una importanza avvalorata dai numeri a consuntivo del 2007, che ha visto il saldo attivo della bilancia valutaria turistica chiudersi con oltre 11 miliardi di Euro ed un aumento di turisti dall’estero vicino al 2%”. I Politici aversani, quanti di questi 11 miliardi hanno portato ad Aversa?

Salvatore Pizzo