Il Clan dei Casalesi era interessato a diventare padrone della Lazio, chissà. Per adesso, con l’accusa di aggiotaggio ed estorsione sono finite in carcere otto persone, ed un altro, l’ex asso del pallone Giorgio Chinaglia è ricercato, si trova in New Jersey. Chinaglia ha fatto da emissario per conto una non meglio precisata cordata finanziaria, che nel 2005 era interessata a rilevare la Lazio, e secondo i magistrati delle Procure di Roma e Milano per raggiungere il loro scopo avrebbero fornite false notizie al mercato, sottoponendo il titolo del club capitolino ad oscillazioni artificiose.

Contemporaneamente a ciò, alcuni capi della tifoseria laziale avrebbero avuto il compito di rendere la vita difficile al Presidente Lotito per indurlo a lasciare. Chinaglia non ha mai smentito di aver fatto da emissario “in buona fede”, riferendo però di non sapere tutto il resto. Stando alle accuse i soldi per compiere l’operazione, ben 24 milioni di euro, dovevano arrivare dall’Ungheria, ma il vero titolare del capitale sarebbe l’imprenditore Giorgio Diana, che gli inquirenti ritengono vicino ai Casalesi. Giorgio Chinaglia è una delle bandiere del tifo biancoceleste, ne era il goleador quando la squadra vinse lo scudetto nel 1974, è soprannominato Long John perchè è nato in Galles dove i genitori erano emigrati. Non è nuovo ad avere problemi giudiziari, nel 1996 fu condannato a 2 anni di reclusione dal Tribunale di Roma per bancarotta fraudolenta e falso in bilancio per fatti riconducibili alla gestione della Fin Lazio, la finanziaria che durante la presidenza di Chinaglia, negli anni 1996 e 97, era proprietaria della stessa società biancoceleste. In quel periodo i giornali riferivano con insistenza che Chinaglia fosse interessato a rilevare il Ferencvaros, la più popolare squadra ungherese. Longh John in quel periodo è vice presidente del Dicobe International Associates, un’azienda del settore agroalimentare ungherese. Poi ha avuto un ruolo in trattative, sfumate, per l’acquisto del Catania, ha partecipato alla cessione del Marsala ed alla gestione del Foggia, ed anche in questo caso fu interrogato dai magistrati, poi si è occupato del Lanciano.

Di red