L’emergenza rifiuti rischia di provocare un altro grave effetto collaterale: se non si risolve rapidamente e definitivamente la questione rifiuti che stazionano stabilmente fuori alle loro sedi, 12 imprese, che fatturano complessivamente 15 milioni di euro dando lavoro a circa 200 persone “minacciano” di chiudere gli stabilimenti che hanno Casandrino e portare l’attività fuori dalla Regione Campania. Lavorano nell’impiantistica, nei trasporti, nel tessile, nella torrefazione del caffè e nelle forniture ospedaliere, “Imprese sane, da molti anni sul mercato, con clienti all’estero. Aziende certificate con un sistema di smaltimento differenziato interno che costa circa 24mila euro” recita un comunicato della Confapi.

Tra loro il “re dei granitori”, la Elmeco srl di Umberto Cortese che esporta macchinari per fare le granite in tutto il mondo ed è leader del mercato, ed è proprio Cortese a firmare a nome delle aziende la lettera aperta al Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, al Commissario per l’emergenza rifiuti della Campania, Guido Bertolaso, al Presidente della Provincia di Napoli, Dino di Palma, al Presidente e all’Amministratore delegato dell’Igica spa (Giovanni Iacone e Antonio Caiazzo) che gestisce la raccolta dei rifiuti, al Sindaco di Casandrino, Antimo Silvestre. Le imprese esportano parte della loro produzione e intrattengono, pertanto, relazioni con clienti esteri che periodicamente si recano presso la sede a Casandrino. Il 16 novembre 2006 sarà la volta di un cliente giapponese (per la società Elmeco srl) e ad inizio dicembre 2006 quella di un cliente americano (per la Momo line, che costruisce laboratori clinici “chiavi in mano”). Evidente il danno di immagine, diverse commesse perse per l’immondizia, ai clienti gli imprenditori di Casandrino ora forniranno apposite mascherine per gli olezzi «Ai turisti danno gli orologi contro gli scippi, noi siamo costretti a fornire le mascherine, ormai» commenta amaro Cortese. Hanno chiesto a Dario Scalella, Presidente della Confapi Campania, di rappresentarle e intercedere per risolvere rapidamente e definitivamente una questione annosa. Se così non dovesse essere intraprenderanno «iniziative di protesta eclatanti» e se anche questo non sbloccasse la situazione «questa volta saranno intere aziende a essere costrette a emigrare» recita la lettera. «Sarebbe una sconfitta pesante per tutti – commenta Dario Scalella – Presidente Confapi Campania. – Abbiamo raccolto immediatamente il grido d’allarme delle imprese e sollecitato istituzioni e società competenti. Ci aspettiamo un riscontro rapido e preciso. Se così non fosse le imprese non saranno da sole a manifestare fortemente il loro disagio. Il 16 novembre è in programma la visita di un cliente giapponese a uno degli imprenditori di Casandrino. Se niente si sarà ancora sbloccato andrò a indossare con loro la mascherina vicino l’immondizia e porterò le scuse a nome del territorio. Ma mi auguro che non sia necessario».Questo l’elenco delle aziende firmatarie della protesta: Elmeco srl – Momo Line srl – Alfonso Cappuccio srl – Caffè Toraldo Srl – Dielle srl – Iannario Roberto – Dierretti Srl – Al.Ma – Ca.Gru. – Minerva Impianti srl – Casola Nunzia – Il Mondo La Fiorentina srl.