E’ nata la Fondazione per il Sud. Il nuovo soggetto costituito da varie Fondazioni e dal mondo del volontariato, è dotato di un patrimonio di 300 milioni di euro e punta a compiere interventi mirati per incrementare le infrastrutture sociali del Mezzogiorno. Questa nuova realtà è stata presentata l’altro ieri al ministero dell’Economia, alla presenza del ministro Tommaso Padoa-Schioppa, del ministro della Solidarieta’ Sociale Paolo Ferrero, del viceministro dell’Economia, Roberto Pinza, del presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti e dei rappresentanti del Terzo Settore.

La nascita della Fondazione, spiega il presidente dell’Acri, ”e’ possibile grazie a un atto decisivo del Governo che, con un decreto interministeriale, ha reso diponibili le risorse destinate ai centri di servizio per il volontariato e finora inutilizzate. Sono 105 mln, finora inutilizzati, che si sommano ai 200 mln messi a disposizione direttamente dalle Fondazioni”. Un patrimonio che ”sara’ arricchito da altre erogazioni e dal rendimento di quello che sarà investito”. Il presidente di questa Fondazione è l’ex leader della Cisl Savino Pezzotta. Dopo questa notizia non sono mancate le polemiche: ”La banca del Sud scompare dalla prossima finanziaria ed è la naturale conseguenza del depennamento dello sviluppo del Mezzogiorno dall’agenda politica nazionale. Si rivela cosi’ in tutta la sua chiarezza il programma delle sinistre di governo”. Lo ha detto, in una nota, il parlamentare e commissario di Forza Italia a Napoli, Paolo Russo. ”Non mi meraviglio che gli specializzati profeti di palazzo Chigi, ben introdotti nel sistema bancario nazionale ed internazionale, sappiano ricorrere con facilità a tutte le agevolazioni e le opportunità offerte dagli istituti del credito – ha aggiunto Russo – Il problema ovviamente resta ai piccoli imprenditori, ai commercianti ed ai tanti capaci giovani del Sud, sostanzialmente impossibilitati a ricorrere a qualsiasi forma di credito da un sistema bancario nordista e vessatorio”. Questo giornale non è di parte ma non si può tacere rispetto al fatto che dal 1861 tutte le banche del Nord rastrellino risorse al Sud, praticando peraltro prezzi di mercato più onerosi rispetto che al Nord, e poi compiano sponsorizzazioni ed investimenti esclusivamente nelle loro regioni, alla faccia del Sud parassita di cui parlano in “Padania”.

s.p.

Di s.p.