Il Capo della Polizia Antonio Manganelli parlando, ieri, alla commissione affari costituzionali ha della Camera, ha sottolineato un aspetto relativo al terrorismo islamico che riguarda anche Aversa, ha detto il Prefetto Antonio Manganelli: "C’è un particolare attivismo delle cellule di matrice salafita collegate in qualche modo alla rete internazionale di al Quaida.
Negli ultimi tempi – ha osservato Manganelli – questa offensiva si è tradotta nel deterioramento della situazione in alcuni Paesi del Nord Africa. Temiamo – ha aggiunto- che i nostri vicini di casa possano riservare delle attenzioni anche al nostro Paese". Il Capo della Polizia ha ricordato la scoperta, qualche mese fa, di una cellula terroristica salafita in Tunisia: un gruppo che "aveva lasciato traccia della propria presenza in Italia". Il Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, ora noto anche come "al Queda islamic Maghreb", agisce non direttamente alle dipendendenze della rete di Osama Bin Laden, ma ne usa il nome cose se fose una sorta di concessionaria. unorganizzazione la cui presena è stata accertata anche nellAversano. Cellule di questo gruppo negli anni scorsi sono state smantellate anche nella nostra città. Il fatto che questi gruppi fossero presenti anche nel nostro territorio, ha fatt pensare come possibili obiettivi, linsediamento Us Navy di Gricignano dAversa e gli altri obiettivi Nato nella zona di Licola. Sono state tre le inchieste che hanno toccato la città normanna, lultima nellaprile del 2006: loperazione Bon Voiage svoltasi tra lItalia e la Francia, furono spiccati 12 ordini di cattura, tra loro anche due italiani: uno dipendente del Comune di Aversa che in cambio di 150 euro a favore avrebbe fornito documenti puliti ai terroristi, laltro il titolare di una ditta di Villa di Briano che avrebbe instaurato rapporti di lavoro fittizi, utili a giustificare la presenza in Italia di presunti affiliati allorganizzazione terroristica. Prima ancora, nel gennaio del 2003, ad Aversa furono compiute sette perquisizioni e tre arresti, anche in quel caso furono trovati documenti falsi, poi nel gennaio del 2004, altri cinque arresti in varie parti dItalia, e tra queste anche la città normanna ed anche in quel caso si trattava di documenti falsi e finanziamenti. Il primo intervento delle forze dellordine toccò: Brescia, Aversa, Napoli e Vicenza, e per questo sono stati indagati sette algerini dei quali due sono stati rinviati a giudizio anche a Napoli.