La politica provoca: caccia migliaia di insegnanti e poi vuole dare soldi alle ai gestori dell’istruzione privata, intanto ad una sola scuola di Parma arrivano 50miliardi di vecchie lire
I soldi per la scuola ci sono, ma non li vogliono usare per assumere il personale. In tutta Italia gli uffici scolastici provinciali stanno provvedendo ad assegnare gli incarichi di docenza “annuali” che servono per colmare i vuoti d’organico, buchi storici dovuti al fatto che i politicanti anziché assumere stabilmente gli insegnanti, preferiscono assumerli di volta in volta con contratti a tempo determinato, per risparmiare. Una modalità che nel settore privato sarebbe fonte di guai per il datore di lavoro, infatti oltre il secondo rinnovo di un contratto un privato è obbligato ad assumere, mentre per la pubblica amministrazione questo non vale. Quest’anno i mancati rinnovi contrattuali nella scuola sono oltre 42mila, si tratta solo della prima tanche del taglio di oltre 120mila posti che si vogliono cancellare in tre anni. A non lavorare saranno insegnanti che da anni svolgono questo lavoro, non si tratta di giovanotti appena usciti dalla scuola, madri e padri di figli vengono messi sulla strada senza alcun ammortizzatore sociale. Si tratta del licenziamento più imponente mai fatto nella storia repubblicana, decine di famiglie gettate nella disperazione più totale, una catastrofe sociale che sembra appena sfiorare il dibattito politico, eppure la protesta sta montando in tutta Italia: a Benevento e Salerno i docenti sono sul tetto dell’ufficio scolastico provinciale, a Caserta due coniugi che non sono stati riassunti, per un’intera giornata hanno minacciato di suicidarsi dal palazzo del provveditorato, sono scesi solo quando la Prefettura ha promesso di esaminare la questione in un apposito incontro, a Palermo alcuni docenti, per protesta, dormono da giorni all’esterno dell’ufficio, ad Arezzo un alcuni professori cacciati dalle scuola, si sono messi in mutande per strada proponendosi come lavavetri, a Catania è stato istituito un presidio permanente, ma altro ancora sta per succedere. La risposta della politica a tutto questo appare quantomeno provocatoria, e tesa a surriscaldare gli animi, il Ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, intervenendo al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, a fronte di una così evidente riduzione della spesa ha espresso la necessità di finanziare le scuole private, nella stessa Emilia Romagna i politici, di destra e sinistra, tutti insieme stanno attuando un’iniziativa che grida vendetta: hanno stanziato fino ad oggi ben 26milioni e mezzo di euro, per dare una nuova sede alla Scuola Europea, che deve ospitare al massimo 900 alunni, inoltre hanno deciso che per funzionare debba ricevere la bellezza di mezzo milione di euro, risorse di questa entità che le altre scuole se le sognano. Salvatore Pizzo