L’Area delle basiliche di Cimitile, che rappresenta una delle maggiori testimonianze paleocristiane della Campania Felix, continua ad essere luogo di pellegrinaggio, incrementando in modo sempre più vario l’affluenza. Sito di sepoltura di San Felice nel III secolo d.c., a cui si deve il nome di Cimitile per la funzione cimiteriale assunta, divenne fervida località religiosa, tanto da
indurre nel V secolo, san Paolino di Nola ad edificare la nuova basilica. Un complesso costituito da sette edifici di culto, stratificatisi dal II secolo d.c. fino al1700, che ha trovato nella diffusione del cristianesimo e della fraternità fra gli uomini, la sua popolarità. L’area attualmente curata dall’associazione San Felice, che coordina visite e mostre, da alcuni anni è divenuta laboratorio didattico della Seconda Università degli studi di Napoli. Seguendo le orme del soprintendente ed architetto Gino Chierici che nel 1950, diresse i lavori di scavo archeologico e restauro nell’area, fornendo contributo fondamentale alla conoscenza del posto, la Benecon – Centro Regionale di Competenza per i Beni Culturali, Ecologia, Economia – agisce da anni, offrendo competenze e tecnologie appropriate per l’acquisizione di informazioni e per la valorizzazione del sito. A tal scopo è stato istituito un laboratorio didattico permanente, in cui operano numerosi studenti della Facoltà di Architettura di Aversa, trovando ispirazione e creatività dalla suggestione dell’antico complesso. Al momento tutti i soggetti in gioco, che contribuiscono quotidianamente al potenziamento delle possibilità dell’area, attendono con entusiasmo l’inserimento di Cimitile nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
Ester Pizzo