Nonostante le tante cure ed i fiumi di soldi investiti la Campania è una regione moribonda tenuta in vita artificialmente. La causa di questo stato catastrofico? I tanti tumori che l’hanno assalita da decenni. L’inizio di questa rovina (mai arrestatasi) è databile al dopo guerra, nella sindrome degli sciuscià. Certo la perdita di dignità civile e morale, lo smarrimento della ragione e della passione, la sempre minore voglia di crescere ed emergere – quest’ultima vincente invece nei secoli scorsi, nonostante le dominazioni – sono stati la spinta maggiore allo sviluppo dei tumori.

Sia nel corpo fisico che nella società la perdita dell’armonia tra i diversi apparati e dell’ efficienza delle difese ha fatto sviluppare all’inizio ed esplodere,poi, questi tumori. Da dove incominciare? Fate voi. Scegliete voi tra il tumore-camorra, il tumore-politica, il tumore-istituzione, il tumore-burocrazia, il tumore-magistratura lenta ed inefficiente, il tumore-palazzinari devastatori, il tumore-imprenditoria parassitaria e truffaldina e così di seguito. I Clan, le lobby, le associazioni arroccate nei loro privilegi e pretese hanno succhiato le risorse e le energie dei singoli e delle popolazioni, ridotte ormai a processioni di zombi, di anime vaganti senza meta e senza futuro. Non chiamatelo pessimismo: guardate le decine di migliaia di giovani che lasciano la Campania per trovare altrove fortuna e soddisfazione ai loro meriti. Se non è fatta attenta e completa diagnosi, è inutile accanirsi con un malato così grave. Bisogna partire dalla conoscenza rapida e completa dei problemi. Se ancora una volta ci si affida alla lobby degli inquisitori, perderemo decenni, soldi e speranza di capire i fatti e risanare l’ammalato terminale. Alla fine serve la coscienza di quello che si è fatto e subìto. Coloro che si sono arricchiti in questa epoca storica lo hanno fatto a scapito della gente laboriosa, dei ‘fessi’: con la droga, con gli appalti truccati, con le truffe, con i fallimenti, con il business della monnezza, con le raccomandazioni, con le mazzette, con il pizzo e così di seguito. E’ possibile fare qualcosa? Da alcuni mesi sosteniamo che è possibile convertire la camorra. E proponiamo interventi antropologici,sociologici ed economici. Contemporaneamente, dato che nessun intervento isolato è efficace perché i tumori sono multipli ed intrecciati. Chi lo deve fare? Non certamente le strutture e coloro che possiamo apertamente definire le metastasi dei tumori, a meno che la società sana non sia in grado di controllare ed usare le metastasi per aggredire i tumori principali o le fonti tumorali. Riusciranno i nostri eroi ( gli uomini di buona volontà, le bande degli onesti, l’esercito dei senza padroni e padrini ) a raggiungere la meta ed a vedere i frutti di un’opera così lunga e titanica?

Gennaro Mariniello