"La veemenza e l’inconsistenza di molte accuse lascia davvero sconcertati. E soprattutto nel bersaglio: porre in discussione la limpida condotta di Papa Ratzinger è di per sé un fatto gravissimo". Lo ha detto il Cardinale Crescenzio Sepe, in merito agli scandali di stampo pedofilo che stanno coinvolgendo la chiesa cattolica. "Le incomprensioni sono come una costola nella storia costitutiva della Chiesa – scrive Sepe- oggi toccano la Chiesa di Benedetto e, nelle forme più accanite e ingenerose, anche il Papa stesso.
La radice è nota ed è certamente odiosa come la colpa, abusi sessuali su minori, di cui si sono macchiati consacrati che hanno fatto scempio della propria vocazione". Secondo il cardinale Sepe, la lettera del Papa alla Chiesa e ai fedeli irlandesi è stata, allo stesso tempo, "commovente e inflessibile". Nelle parole del Pontefice è stato svelato "non solo lo stile, ma l’essenza stessa di un magistero che guarda all’uomo dalla parte di Dio". Per Sepe quello di Benedetto XVI è: "Un pontificato dallo ‘sguardo alto’: chi pensa che il mondo dia un’immensa pianura senza picchi e senza vette, si avvia forse a perdere anche la capacità di vedere lontano. Benedetto è il Papa di una profondità che all’uomo sta forse per essere sottratta e, in sostanza, rubata. Non sono pochi coloro che hanno fatto riferimento a strategie di attacco non occasionali e ben mirate – prosegue il cardinale nato a Carinaro – Abbandonarsi a dietrologie serve a poco". Secondo l’arcivescovo di Napoli, la "serenità" del Pontefice continua "a essere un luminoso esempio per tutti. Papa Benedetto per primo è ben consapevole che il ‘coraggio della verità’ esige, in tempi come questi, una testimonianza che non può essere senza prezzo. Lui sta pagando, e con grande generosità, per tutti noi. E per la sua Chiesa. Essere vicino a lui, in questo momento, significa essere realmente uniti e – conclude – vicini alla Chiesa di Cristo, in cammino, senza soste e senza paura, sulle strade del nuovo Millennio".

Di red