L’Indignato Speciale, rubrica di Mediaset condotta da Andrea Pamparana, nella puntata andata in onda venerdì 13 dicembre, è tornato ad Aversa per denunciare un caso di mala giustizia da libro dei primati. Vittima di una giustizia che procedendo a passo di lumaca gli ha distrutto la vista civile e professionale è il medico ortopedico Nazario di Cicco che nell’anno 2000 con una lettera pubblicata, in prima pagina, sul “Corriere della Sera” ebbe l’ardire di confermare,

come affermato da una ricerca condotta della società Prometeo, che l’ASL CE2 in cui prestava servizio come specialista nel reparto di ortopedia dell’ospedale Moscati di Aversa, era la prima Asl in Italia per “morti evitabili”. Lo specialista che aveva denunciato in più occasioni le carenze della struttura che, a suo dire, impedivano una corretta attività chirurgica aveva sentito il dovere di intervenire denunciando “il silenzio omertoso dei vertici dell’Azienda perché -come chiariva nella lettera- nessuno, all’interno oppure all’esterno dell’ASL CE2, sentiva il dovere di spiegare o chiedere il motivo di un siffatto risultato”. Un intervento che ebbe una replica immediata ma non nel senso che si augurava lo specialista che era quello di modificare in meglio la situazione. L’intervento ci fui ma a suo danno. Fu accusato di essere affetto da “Mobbing Syndrom”. “Senza sintomi e senza segni e –ha raccontato Di Cicco alle telecamere- successivamente fui messo fuori dall’ospedale di Aversa e mi fu impedito il trasferimento in altra struttura pubblica o privata in cui si praticava attività chirurgica, su tutto il territorio dell’Unione Europea”. Naturalmente lo specialista chiese giustizia rivolgendosi alla magistratura avviando un procedimento iniziato nel 2002 e che ha visto, in pratica, la sua conclusione a dicembre 2012. “Una conclusione –ha ricordato Di Cicco- decretata con la sentenza n°5408/12 che avendo definito la”Mobbing Syndrom” «diagnosi inesistente … non riscontrandosi nelle classificazioni dei disturbi mentali…; ed è errata perché basata sul NULLA essendo privo di .. accurata anamnesi e dell’esame obiettivo;» e avendo decretato l’illegittimità e degli atti compiuti dall’azienda sanitaria mi avrebbe dovuto permettere di rientrare nel posto di lavoro”. “Invece – ha raccontato Di Cicco alle telecamere del Tg5- come suo diritto l’azienda sanitaria ha proposto appello alla sentenza”. “Nulla da dire essendo, ripeto, diritto dell’azienda opporsi alla sentenza -osserva l’ortopedico che aspettando di poter tornare ad esercitare la professione si è laureato in giurisprudenza con il massimo dei voti- ma sarebbe stato necessario che la giustizia compisse un iter veloce, essendo mio caso all’esame del giudice del lavoro che, normalmente, decide in tempi brevi proprio per tutelare il diritto al lavoro del ricorrente”. “Invece – ha concluso Di Cicco- il giudice ha fissato la prima udienza del processo d’appello per il 14 dicembre 2017”. Da qui la necessità di chiedere l’intervento dell’Indignato Speciale nella speranza che rendendo nota quella che può essere definita una anomalia il ministro della giustizia Cancellieri, cancelli quella data e accorci i tempi di attesa. Cosicché Di Cicco che oggi ha 57 anni possa riprendere servizio prima di raggiungere l’età della pensione.
ANTONIO ARDUINO

 

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