Rubavano l’acqua dalle condutture pubbliche e la imponevano, dietro il pagamento del ‘regalo per i carcerati” ai proprietari dei villini della zona litoranea di Castelvolturno.
E’ solo una delle attività illecite scoperte dagli inquirenti, tra quelle messe in atto dal clan dei Casalesi. Nell’ambito di una indagine, coordinata dai sostituti procuratori di Napoli Raffaele Cantone, Giovanni Conzo e Raffaele Marino, che ha portato all’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip Giovanna Ceppaluni, a carico di 38 persone affiliate al clan dei Casalesi. Sono 34 gli indagati fino ad ora individuati e catturati, 13 dei quali già detenuti per altri reati. L’indagine, condotta dalla squadra mobile e dalla compagnia carabinieri di Mondragone, è stata possibile anche al fondamentale contributo offerto da alcuni collaboratori di giustizia. ”In particolare Giuseppe Cecoro, Francesco Cirillo, Aldo Catone e Luigi Diana”, ha detto nel corso della conferenza stampa svoltasi oggi in Procura a Napoli, il sostituto procuratore Raffaele Marino. Molti operatori commerciali e cittadini della ‘Destra Volturno’, venivano obbligati a rifornirsi di acqua potabile dalla ditta gestita dal capozona dei Casalesi, Giulio Luise. Tra le altre attività criminose poste in essere dai casalesi c’è a anche l’imposizione dell’acquisto, durante il periodo natalizio, di alberi e ‘stelle’ di Natale, presso determinati rivenditori. ”Veniva imposto anche il servizio di vigilanza alle villette- ha detto il sostituto procuratore, Raffaele Cantone- attraverso la minaccia di furti per quelli che si opponevano”. Il Clan esercita anche il controllo sul mercato della droga. ”Un fatto che smentisce il dato secondo cui i Casalesi non si occupano di traffico di stupefacenti”, ha sottolineato il procuratore Cantone. Nel corso dell’operazione sono stati tratti in arresto anche due esponenti delle forze dell’ordine, si tratta di Rosario Criscione, agente di polizia penitenziaria, che secondo i collaboratori di giustizia avrebbe introdotto cocaina nel carcere di Santa Maria Capua Vetere e Lorenzo Vargas, vigile urbano in servizio a Castelvolturno, che secondo la Procura avrebbe favorito l’attività del clan mettendosi a disposizione dei vertici del gruppo e favorendo la latitanza di esponenti di vertice. Sono stati infine individuati movente e autori di alcuni episodi di sangue, avvenuti nella metà degli anni ’90 a Castelvolturno. Si tratta del tentato omicidio di Alessandro Buccino e Vincenzo Grieco, gambizzati perchè non versavano al clan i proventi della loro attività di ladri e l’omicidio di Ciro Barbato, assassinato per agevolare l’attivita’ dell’organizzazione. Gli arrestati sono: Massimo Amatrudi, Vincenzo Abbate, Domenico Bidognetti, Emilio, Giuseppe e Giovanni Capone, Teresa Cardone, Salvatore Cantiello, Egidio Coppola, Daniele Corvino, Antonio De Luise, Giovanni e Angelo Della Torre, Giuseppe Dell’Aversano, Antonietta Gallotti, Anna Giacobbe, Davide Granato, Alessandro Gravante, Angelo Incandela, Maurizio Lavoro, Vincenzo e Assunta Mendozzi, Pasquale Morrone, Massimo Papa, Enrico, Giovanni, Aldo e Ugo Russo, Luigi Scuotto, Vincenzo Scala, Tommaso Vitolo, Lorenzo Vargas e Rosario Criscione.