Una frode fiscale per 85 milioni di euro è stata scoperta dalla Guardia di Finanza, l’indagine è partita dalla provincia di Salerno ma ha interessato pesantemente anche il nostro territorio. 59 titolari di ditte del settore degli imballaggi sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, sono state sequestrate 15 aziende, immobili, conti correnti bancari e quote societarie per 24 milioni di euro.
L’indagine è partita due anni fa, dopo la segnalazione per "anomale movimentazioni" sui conti correnti di un noto imprenditore del salernitano, i controlli hanno portato alla scoperta di una gigantesca frode fiscale – hanno spiegato le Fiamme Gialle – nella quale a vario titolo sono restati implicati 59 imprenditori (6 arrestati), molti dei quali titolari di imprese cartiere, costituite al solo scopo di simulare operazioni commerciali in realtà mai avvenute ed emettere una serie impressionante di fatture false". L’operazione è stata denominata ´Woody Cash´ è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, ed ha permesso di scoprire le mire che il Clan dei Casalesi aveva sull´agro-nocerino sarnese. A finire in carcere sono stati un imprenditore di Scafati (Salerno), Francesco Cavallaro ed un altro di Aversa Luigi Brusciano, titolare della Sider-Legno con stabilimenti a Casandrino e San Marcellino, ma con sede legale a Napoli. Ai domiciliari é finito il fratello di quest´ultimo Gabriele, poi i fratelli Gianluca e Giovanni Morvillo di Angri e Franco Caldo di Castelvolturno. "Abbiamo elementi concreti – ha dichiarato il pm Lenza – per pensare che un gruppo riconducibile al clan dei Casalesi avesse intessuto contatti importanti nell´agro nocrino-sarnese. Brusciano già nello scorso mese di marzo era stato arrestato, per essere ritenuto un affiliato al gruppo “Setola” del clan dei Casalesi, poi fu scarcerato dal Tribunale del Riesame, alcune imprese coinvolte hanno sede anche in Francia.

Di red