Ricordate il barbone scovato da Jimmy Ghione durante il blitz messo a segno due mesi fa dallinviato di Striscia la Notizia allospedale San Giuseppe Moscati? Ve ne abbiamo parlato sul n° 5 del nostro periodico. Obiettivo dellintervento del Tg satirico di Antonio Ricci era segnalare lanomalia tutta aversana di neonati costretti a prendere lascensore per raggiungere le mamme per la poppata.
Però durante il giro di verifica Ghione scoprì una anomalia se possibile- ancora più singolare. Nel piano interrato, nello spazio antistante il locale caldaie alloggiava, da mesi, un barbone con tanto di cane. Una presenza ben nota alla direzione sanitaria e al personale del nosocomio che al barbone forniva anche il vitto oltre lalloggio. In molti si sono chiesti chi fosse quelluomo e perché vivesse lì. Ecco le risposte forniteci direttamente dallinteressato. Mi chiamo Fedele Marino. Sono nato il 26 agosto 1936 ad Aversa, era giovedì, e vivo qui da marzo 2007 dice il barbone chiedendo aiuto alla stampa perché renda pubblica la sua storia che lo vede vittima di un abuso. Un abuso continua- denunciato inutilmente da mio fratello Giovanni alla polizia. Questi i fatti: nel gennaio 2007 il barbone, che abitava in via san Lorenzo 76, in un appartamento assegnatogli cinque anni prima dal comune di Aversa, ebbe necessità di fare ricorso alle cure dei sanitari dellospedale Moscati dove venne ricoverato nel reparto di medicina. Al momento della dimissione, Giovanni, al quale Fedele aveva affidato le chiavi di casa, scoprì che lappartamento era stato occupato, abusivamente, da ignoti. Infatti La porta si legge nella denuncia presentata allepoca alla polizia- era aperta e da questa erano stati rimossi i due lucchetti che avevo messo in quanto avevo smarrito le chiavi della serratura. Rivoltomi ad una delle persone che stavano portando allinterno del mobilio chiedevo continuava il denunciante- cosa stessero facendo. Questa con fare minaccioso mi diceva