La sua specialità è quella di travestirsi da sacerdote per compiere atti illeciti, il 67enne Domenico Peluso di Aversa è conosciuto in molte parti d’Italia per questa sua speciale vocazione. L’ultima volta è stato pizzicato qualche giorno fa in Puglia, dopo essersi introdotto nel Palazzo Vescovile di Molfetta (Bari), dove lo hanno sorpreso a rubare negli alloggi dei prelati. L’uomo, un 67enne di Aversa ma residente a Martina Franca (Taranto).
Secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti si sarebbe presentato presso in vescovato dicendo di essere un sacerdote, e di dover andare dal Vescovo, il suo abbigliamento inequivocabile e i suoi modi di fare lo facevano apparire un prete vero. Un sacerdote vero lo ha notato nelle stanze della curia ed accortosi che qualcosa non quadrasse, lo ha invitato a vuotare le tasche e lo ha trovato in possesso del suo portafogli. Poi la scena è diventata una vera commedia: una volta scoperto ha implorato di non denunciarlo perché era un "padre di famiglia", poi ha accusato un malore, poi ha chiesto di poter andare in bagno dove sono stati trovati vari arnesi da scasso, ma alla fine è stato arrestato. Due anni fa è finito nei guai ad Imperia, secondo le accuse, anche lì si sarebbe spacciato per falso prete ed in questa veste si sarebbe introdotto nel convento della Santissima Annunziata di Diano Marina per tentare di rubare le offerte ed altri oggetti di valore, di Peluso si sa che ha studiato in seminario ed ha un passato da operaio, è stato militante della sinistra radicale, ed è stato autore anche di alcuni libri riguardante la situazione carceraria. Per un episodio simile a quello avvenuto in Liguria, qualche anno fa fu arrestato anche in Calabria, si era travestito da prete per chiedere accoglienza in un convento a Cariati (Cosenza), secondo le accuse anche lì voleva rubare nelle stanze delle monache e ripulire l’offertorio, ma una suora che si era insospettita per il suo comportamento chiamò i Carabinieri. Nel settembre del 2005, è stato accusato di un furto ad Urbino, compiuto sempre vestito da prete, in un altro convento e nell’aprile dello stesso anno fu bloccato dai carabinieri a Sulmona (L’Aquila) per fatti simili. Insomma è il caso di dire che l’abito non fa il monaco.

Di red