Il dibattito politico aversano nella sua storia, almeno quella recente, non è stato mai di un livello tale da poter offrire un contributo alla nazione. Fatte le dovute e rare eccezioni, i nostri uomini politici (o sedicenti tali) sono tutti ancorati a quell’anacronistico schema delle loro sezioni locali, gerarchicamente sottoposte ad una vergognosa potestà casertana che è indegna, e che la millenaria città di Aversa insieme al suo circondario non meritano.

Nessuno di quanti bazzicano nella (piccola) politica aversana ha la minima capacità di mettere in discussione l’autorità che hanno queste federazioni provinciali di Caserta, che dalle nostre parti non dovrebbero avere alcuna voce in capitolo. In vista delle prossime elezioni comunali una via per far sì che Aversa assuma un’altra dimensione sullo scenario politico italiano c’è, la nostra città potrebbe essere il luogo dove poter compiere un “esperimento” politico che è compatibile con la sua tradizione elettorale. Ovviamente per ragionarne bene, i partiti dovrebbero escludere i tanti zoticoni che bazzicano nell’ambiente, personaggi abituati ad avere standard e modus operandi più compatibili alle bettole di paese che sono abituati a frequentare. Aversa non sa di che farsene di una classe dirigente che non ha nemmeno una sufficiente padronanza della lingua italiana, che non ha contatti con i leader nazionali, e che spesso non conosce nemmeno la storia e le tradizioni locali, che sono sinonimo di ricchezza non solo culturale ma anche economica. Le esigenze attuali richiedono agli esponenti una scelta che infranga i dettami casertani, Aversa non è ne troppo di sinistra, ne è mai stata troppo di destra, è un città ben disposta verso il centro. Una volta e per sempre i partiti di centro e le liste civiche in via di formazione, se ne infischino delle federazioni che lì hanno sede e che vorrebbero esercitare un ruolo improprio nell’aversano, si coalizzino e diano una dimostrazione ai leader nazionali che il grande centro si può fare. Per la guida della città scelgano un personaggio di prestigio che sappia esprimersi bene anche fuori dalla Campania. Una coalizione composta da: Margherita, Udeur, Lista Santulli, Udc, Nuova Democrazia Cristiana e Progetto Democratico per Aversa ed altre eventuali liste locali di centro ancora in via di organizzazione, schiaccerebbero qualunque altra aggregazione impostata secondo direttive burocratiche di partito, che se ne vadano a quel paese, a Caserta, le Federazioni. Si è ancora in tempo per riuscire a costruire un grande centro che dia stabilità alla città, e se magari in questo progetto si riuscisse ad ottenere anche il coinvolgimento dell’attuale sindaco Ciaramella, i diktat di queste federazioni casertane non varcherebbero i confini del territorio comunale, al massimo si fermerebbero a Trentola Ducenta. Anzi da lì ripartirebbero, perché senza Ciaramella quello che rimarrebbe della Cdl sarebbe costretta a presentare il Consigliere regionale Giuseppe Sagliocco, che ad esclusione dei parlamentari è l’unico uomo di partito che hanno sulla piazza. Per quanto riguarda le sinistre, tutto sembra già chiaro, il candidato è Raffaele Ferrara. Salvatore Pizzo