“Repertorio del maschio italiano”: a leggere questo titolo si è istintivamente portati a pensare a qualcosa di erotico-pecoreccio, in realtà è l’analisi di una quarantina di profili maschili, catalogati per mestiere e stile di vita, frutto dell’osservazione di Marzia Marchi, poliedrica ferrarese che esordisce come scrittrice nel segno della natura, nel senso che ha deciso di devolvere una parte del prezzo di copertina della sua fatica, che lei ama definire “gioco”, a Legambiente della quale è presidente nella città estense. Lei è un’ex giornalista, maestra di scuola elementare nella vita e si dichiara ambientalista a tempo pieno, ma come si apprende da un manifesto esposto al Festival della Letteratura di Mantova, si occupa di “un’infinità di altre cose”. La Marchi con la parola fotografa pregi e difetti delle varie figure maschili, fondendo la naturale dimestichezza alla descrizione dei fatti, veloce ed efficace, tipico della cronista al linguaggio semplice e chiaro, proprio della maestra, che deve saper trasmettere col sorriso sulle labbra anche le cose più pesanti. Leggendo il Repertorio del maschio italiano, il lettore si stampa un sorriso leggero sul volto che rimane fisso dalla prima all’ultima pagina, una critica graffiante all’altra metà del mondo, uno scritto che tuttavia ha il pregevole effetto di mettere di buon umore anche il più incallito maschilista, magari portandolo a riflettere su aspetti della propria vita sui quali non si era mai soffermato prima. Il volumetto per le donne può essere una sorta di guida, anzi lo è, per gli uomini costituisce una sorta di radiografia di se stessi, utile a ragionare sui propri modi di fare. Marchi per ogni elemento catalogato descrive quale tipo di fascino può offrire quel tipo di uomo ad una donna, e l’autrice non esclude l’esistenza del maschio ideale, così ad ogni uomo lascia la speranza di poter riuscire ad apparire insostituibile nella vita di una donna. Salvatore Pizzo

Luciana Tufani Editrice, pag.85, 12 euro