Baretta Pier Paolo Nel silenzio totale della politica, che tacendo dimostra a tutti i livelli il suo assenso, sono oramai quindici giorni che in Italia è stato introdotto il principio di schedatura e controllo preventivo delle appartenenze sindacali dei dipendenti della pubblica amministrazione. E’ stata scelta Parma per introdurre questa novità di tipo sovietico. Nella città emiliana il Ministero dell’Economia per il tramite dei suoi uffici locali, ha “disposto”che i dirigenti pubblici controfirmino le adesioni ai sindacati delle persone che vi lavorano (ciò anche quando cancellano l’iscrizione e/o cambiano sindacato), tra gli evidenti profili di illegittimità che una pretesa di questo genere ha, c’è da rilevare anche i funzionari del Mef, si sentono così coperti politicamente, tanto da emettere disposizioni che danno ordini diretti ai dirigenti di tutte le altre amministrazioni pubbliche.

Il fatto che la politica, locale e nazionale, rimane silente di fronte ad una così evidente compressione dei diritti è ovvio che la rende favorevole a questa schedatura di massa.
A Parma è eletta anche l’onorevole del Pd Patrizia Maestri, che fino a poco tempo fa era segretario della locale Cgil, che via facebook ha fatto informalmente sapere di seguire la vicenda, ma ad oggi rimangono ignoti suoi atti concreti. Il dato ancor più significativo è che uno dei sottosegretari del Ministero dell’Economia è Pier Paolo Baretta, anche lui del Pd, il quale prima di entrare in politica è stato segretario generale aggiunto della Cisl. Sembra quasi impossibile, eppure accade, che un amministrazione ai cui vertici c’è un personaggio di così evidente provenienza sindacale si adoperi per stroncare le più elementari libertà sindacali.
s.p.

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