(Occhio sull’Emilia) La crisi del settore auto ha messo in crisi gran parte dell’indotto legato a Mercedes Benz, l’azienda ha deciso di interrompere i rapporti con tutte le aziende che si occupano della vendita in Emilia Romagna, che occupano complessivamente 328 addetti a Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia e Rimini, le aziende in questione sono:Interauto, Meb&car, Diesis, Nykorfin. Le principali organizzazioni sindacali, rappresentative del settore Fiom Cgil e Filcams Cgil hanno scritto una lettera al cancelliere Angela Merkel, per chiederle un suo intervento per scongiurare la chiusura delle aziende che sono legate a Mercedes Benz, ma per adesso dal governo tedesco non è giunta nessuna risposta. Nei giorni scorsi i lavoratori hanno tenuto anche un corteo che ha attraversato il centro di Bologna, poi hanno messo in atto un sit in davanti al Consolato tedesco della città e una delegazione ha incontrato alcuni diplomatici. Fonti sindacali hanno informato che nei giorni scorsi si sono svolti gli incontri tra la famiglia Santi, azionista di riferimento delle società coinvolte, e Mercedes non è stata trovata alcuna soluzione. Parlando con i giornalisti i rappresentanti sindacali hanno riferito: “Ci è stato comunicato che Mercedes Italia avrebbe rifiutato un terzo piano industriale che prevedeva la vendita o la cessione di tutte le unità produttive a un acquirente importante e solido con il mantenimento di tutta l’occupazione. Non sono state fornite le motivazioni di questo ulteriore diniego, in quanto la trattativa è stata condotta in privato dalla famiglia Santi”. Altri scioperi si sono svolti nei giorni scorsi nelle concessionarie interessate. Questo il testo della lettera in viata ad Angela Merkel: “Gentilissima Signora Cancelliere, le scrivono questa nota le organizzazioni sindacali italiane dei settori Commercio e Metalmeccanico dell’Emilia Romagna, per porre alla Sua attenzione la grave situazione di alcune imprese italiane che commercializzano prodotti del suo paese nella nostra Regione. Si tratta di diverse aziende collegate ad Interauto Spa, Fincar Srl, Meb & Car Spa, Diesis Srl, Nykorfin Srl, nelle cui sedi vengono vendute e riparate autovetture Mercedes, occupando complessivamente ben 328 lavoratrici e lavoratori nonché diversi altri nell’indotto. Da mesi si rincorrono voci circa una possibile chiusura delle aziende, o di parti di queste. Rispetto a tale drammatiche possibilità appaiono determinanti le scelte operate da Mercedes Benz Italia SpA. Nei giorni scorsi abbiamo richiesto all’Assessorato al Lavoro Regionale l’attivazione di un “tavolo di crisi”, con l’obbiettivo di ridurre al minimo gli effetti sugli occupati. Ovviamente abbiamo richiesto la partecipazione di Mercedes Benz Italia a questo tavolo, pur nella distinzione di responsabilità rispetto alle aziende concessionarie del marchio Mercedes. Abbiamo purtroppo ricevuto una nota di Mercedes Benz Italia con la quale si esclude la propria partecipazione a tale confronto. Tale comportamento, di rara scortesia istituzionale, rischia di far mancare al “tavolo di crisi” un soggetto assolutamente determinante. Gentilissima Signora Cancelliere, con la presente siamo a richiedere un Suo intervento, che faciliti l’avvio di un confronto sullo stato delle imprese che commercializzano prodotti Mercedes nella nostra Regione, con lo scopo dichiarato di salvaguardare centinaia di posti di lavoro. RingraziandoLa anticipatamente per l’attenzione, porgiamo i nostri distinti saluti”.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo