Lo sciopero generale della scuola di oggi (venerdì 9 ndr), promosso dai Cobas, ha registrato un confortante successo: dai primi dati delle principali città, circa il 30% della categoria ha aderito all’iniziativa di lotta per salvare la scuola pubblica e fermarne il preoccupante degrado. Obiettivi dello sciopero erano la revoca dell’ OM 92, che introduce recuperi-farsa (per gli studenti impreparati in una o più materie) che ridicolizzano la scuola; l’annullamento dei pesanti tagli (concentrati nel centro-Sud e nelle isole) degli Organici, con migliaia di classi e posti di lavoro eliminati, laumento del numero di alunni/e per classe, il mancato sostegno allhandicap;
la cancellazione della prova Invalsi a quiz, introdotta dall’ex-ministro Fioroni in extremis nell’esame di Terza media, non per valutare le conoscenze degli studenti ma per imporre un assurdo criterio di classificazione di scuole e docenti. Infine, i Cobas chiedono che a docenti ed ATA venga restituito il diritto di assemblea, a loro e in particolare ai Cobas scippato da Cgil-Cisl-Uil per impedire di organizzarsi contro il catastrofico dissesto della scuola pubblica. Nel corso della manifestazione svoltasi a Roma davanti al Ministero della Pubblica Istruzione una delegazione dei Cobas è stata ricevuta dallo staff ministeriale che si è impegnato a trasmettere le richieste, discusse a lungo nell’incontro, alla neoministra Gelmini che si insedierà nei prossimi giorni a Viale Trastevere e che può annullare rapidamente gli ultimi disastrosi provvedimenti del precedente ministro. Ai dirigenti del Ministero la delegazione Cobas ha anche espresso la più forte preoccupazione a proposito di quanto formulato dalla neoministra nella sua proposta di legge per la scuola, ove si auspica l’assunzione diretta dei docenti ed Ata da parte dei capi di istituto, i finanziamenti differenziati alle scuole a seconda di non meglio precisati "criteri di qualità", la volontà di annullare i già miseri incrementi salariali dei docenti, legati alla carriera, e altri provvedimenti del tutto in sintonia con quella disastrosa strategia della "scuola-azienda", già abbondantemente fallita con l’operato degli ultimi tre ministri. Comunque, la riunione, necessariamente interlocutoria, si è conclusa con l’impegno ad effettuare al più presto possibile un incontro con la neoministra, possibilmente nel corso della prossima settimana.
Piero Bernocchi* portavoce nazionale dei Cobas della scuola