La nostra terra come la Striscia di Gaza

Solo adesso che c’è da vendere qualche libro e qualche film, qualcuno si ricorda che il nostro territorio vive un dramma che è simile a quello della striscia di Gaza. Del resto la stampa locale è stata saccheggiata continuamente da questi novelli paladini del giornalismo anticamorra. Questo il titolo di un editoriale del 6 giugno del 2004 pubblicato dal giornale di Aversa “Nero Su Bianco”: “La Nostra terra come la striscia di Gaza”, firmato dal direttore Salvatore Pizzo:

“Ci siamo talmente assuefatti al ripetersi di fatti di sangue che li consideriamo una routine, ma chi abita già a qualche centinaio di chilometri dalla nostra terra guarda questi luoghi come se si trattasse della Striscia di Gaza (non è una battuta!). Eppure nessuno invoca i caschi blu, o l’aiuto della comunità internazionale. Noi da soli, non siamo più in grado di garantirci quella sicurezza degna di una società civile. E’ diventato normale che la barbarie vada avanti indisturbata? Gli pseudo politici che ci ritroviamo continuano la loro campagna elettorale come se questo status quo non fosse anche affar loro e dei loro figli. L’unico disinteressato grido di dolore è arrivato dalla Chiesa. Cinque omicidi nel territorio della nostra Diocesi in meno di una settimana hanno fatto alzare la voce persino al mite Arcivescovo di Aversa, monsignor Mario Milano che in una sua recente omelia ha detto: “Supplico lo Spirito Santo perché incida nelle coscienze della nostra gente, perché ci aiuti a combattere il degrado morale e la cultura di morte che dilaga, perché ci aiuti a far trionfare la vita”. L’elenco dei morti ammazzati è dir poco inquietante: Carlo Cirillo, 41 anni, candidato alle comunali di Pompei, decapitato la notte del 26 maggio è scaricato ai margini della superstrada Nola-Villa Literno, (la testa non è stata mai trovata). Dopo di lui è toccato ad Antonio di Fraia, 19 anni, freddato il 27 maggio, da due killer nei pressi della sua casa a Villa Literno. Il terzo episodio: una donna, non ancora identificata, trovata tre giorni fa nelle campagne nella zona di Santa Maria La Fossa (ma comunque vicino a noi). Gli ultimi due: Romeo Pellegrino e Giuseppe Maisto, entrambi diciassettenni di San Cipriano, uccisi con una raffica di arma da fuoco alla testa. Oltre all’Arcivescovo Milano, è intervenuto anche don Luigi Ciotti, presidente di “Libera” che ha detto: “La recrudescenza di questi crimini, nonostante gli impegni e gli importanti risultati delle forse dell’ordine, invitano tutti, stato e cittadini, a fare di più, ma subito, e con molta forza”. La ferocia criminale galoppa indisturbata e noi giovani siamo costretti ad emigrare in cerca di un  lavoro pulito. Come se tutto questo sangue non bastasse, uno di noi, il giovane Antonio Amato è stato barbaramente ucciso dai terroristi di Al Quaida mentre si guadagnava onestamente il pane in Arabia Saudita. Lui è stato massacrato due volte: prima da una terra che lo ha costretto ad andar via, poi dall’odio che ha armato la mano dei suoi aguzzini. Per l’ennesima volta, l’Arcivescovo Milano dovrà officiare un rito funebre per dare il saluto ad uno dei tanti figli di questa nostra terra, più sfortunata delle altre. Aversa, Gela e Locri sono le realtà a più alto tasso criminale dell’Unione Europea. Intanto prepariamoci, alla solita inutile parata…”   

Di red